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lunedì 21 luglio 2008

1001 Modi Per Occupare Un Muro Utile Con Roba Altrettanto Inutile

Beh, c'ho messo un po' a piazzarlo, ma alla fine mi sono deciso. Questo è il mitico Hedvig, uno dei tanti teli recuperabili in quel dell' Ikea. Inaspettato regalo di Ambra, dà un tocco acido/psichedelico al mio studio (ancora in fase di perenne e infinita sistemazione). Credo che gli metterò ancora una barretta in fondo, in modo da tenerlo un po' più teso.

Non so quanto durerà, vista la presenza di Smog, sempre alla ricerca di nuovi luoghi dove farsi le unghie, magari monterò qualcuno di sentinella... bah.

A proposito... poco fa, il caro amico felino quattrozzampe si è messo a miagolare animatamente, richiamando la mia attenzione. Ero sicuro di avergli già dato da mangiare, infatti non mi aveva chiamato per questo, bensì per mostrarmi il suo ultimo "trofeo" di caccia gentilmente adagiato sul tappeto appena lavato: una ex-quaglia sbrindellata con tutte le sue belle interiora sparse un po' qua e là.

Non avevo mai visto l'interno di un volatile.

Ahhh, che gatto patalucco! ora mi tocca pure rilavare il tappeto... mannagg'

martedì 12 febbraio 2008

Escher Mi Fa Un Baffo! - Seconda puntata de "Aita! Aita! L'Ikea mi sta uccidendo!!"

L'altro giorno, quando vi ho parlato dei miei ultimi e inutili acquisti ikeani, ho dimenticato pure di dire che nel nostro carrello erano finiti anche un buon numero di portacd. Infatti questo necessario oggetto domestico è uno dei miei acquisti preferiti, visto che a casa di cd ne abbiamo a montagne e non sappiamo mai dove metterli.

Ho trovato questi qua nella foto, fatti di metallo, colorati di verde (il che va a nozze con lo studio verde). Si chiamano "Lerberg", ma li ho già ribattezzati "Merderg"visto il colore che fa cagare. Comunque sia, non potevo esimermi dal piazzarli alla viva il parroco, in modo assolutamente casuale sul muro (ho sempre sognato il giorno in cui avrei avuto una stanza dove per piazzare le cose come cavolo volevo e poi, del resto, lo studio è mio quindi ce faccio quello che 'mme pare).

Forse Escher sarebbe fiero di me, ... beh magari no, fatto sta che costano poco (3,99 euriii cadacranio), sono facili da montare e non sporcano.

venerdì 8 febbraio 2008

Centri di recupero per Ikea-dipendenti (nel senso della dipendenza, non del lavoro dipendente)

Sicuramente una delle droge più difficili da debellare nel mondo, o almeno in Europa, è quella dell'Ikea, un pasticcone giallo e blu che imperversa ormai da decenni in tutto il caro Vecchio Mondo. Ovviamente anche io ho voluto testare di persona gli effetti devastanti di questa terrificante droga, rimanendone per sempre assuefatto.

Non è che l'Ikea sia il posto migliore della Terra dove comprare mobilia o carabattole, è che è piacevole girarlo ogni tanto, solo che, alla fine, ti ritrovi alla cassa con due carrelli pieni (non sai neanche di cosa, ma non importa) senza essertene accorto.

Cosicchè, essendo uno dei tanti Ikeafatto e dovendo riorganizzare il mio studio, ho deciso PER LA PRIMA VOLTA di comprare un oggetto ad uso personale TOTALMENTE INUTILE, giusto per dare un ulteriore insano tocco alla stanza ove lavoro.
(piccola divagazione inutilmente necessaria: ho usato il maiuscolo perchè essendo per metà biellese e per metà povero, odio spendere soldi, in particolare per tutto ciò che non siano cd o vinili o quantomeno qualcosa di strettamente necessario).

Non posso ancora postare le foto delle stanze con i nuovi cambiamenti, però vi metto i miei ultimi due acquisti, trattasi di due tessuti che userò a mo' di pannelli di diversi metri quadri, uno, quello a fioroni si chiama "Hedvig" e finirà nel mio studio, che ha le pareti verdi e darà un bel tocco di psichedelia-acid-hippie-anni6070 alla stanza.
L'altro si chiama "Fialena" e finirà dritto dritto in salotto dietro la tele. Quando l' ho visto è stato come un colpo di fulmine che mi ha riportato alla memoria una delle scene iniziali di 2001 Odissea Nell'O Spizio, quella dove ci sono i protagonisti nel salottino dell'astronave con la cameriera che gli porta qualcosa da bere.

Lo so, lo so, il mio già-abbastanza-provato cervello è ormai completamente devastato, ma vi immaginate tutte le volte che, al mattino, con ancora le caccole agli occhi scenderò per andare a preparare la colazione e farò la scena di Borman che cammina ansimando guardando la stanza con cautela col sottofondo di "Also Sprach Zarathustra"??? eeehhh?!?!?!?