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giovedì 9 aprile 2009

Non Aprite Quella Porta... Ma Forse E' Troppo Tardi... - (Dis)Avventure Viniliche - V° parte

Questo post è dedicato a tutti ma, in particolare, a Fabio e Funky, che seguono il blog (almeno così dicono loro, hehe), spesso aspettando nuove disavventure viniliche. Li ringrazio vivamente e pubblicamente, anche se purtroppo da un bel po' di tempo, ameni viaggi nel mondo di squilibrati, rabberciaquaglie, squadriglie feline della morte e pisciodigatto, non ne capitano quasi più, comunque voglio inserirne uno mai raccontato, capitato a me e a Luca l'anno scorso.

La premessa ormai la conoscete, per cui salto all'incontro.

Ah, anche questa, è una storia vera.

Dunque dobbiamo raggiungere un piazzale con una statua al centro di un paese non molto lontano da Biella, in direzione Est.
Raggiungiamo il paese abbastanza in orario e troviamo subito la piazza. Parcheggiamo nell'attesa che arrivi il nostro uomo (nel senso del venditore, ovviamente... che avevate capito?!?!)
Passano 5, 10, 20, 40 minuti, ma del tizio non v'è traccia. Oltretutto, trovandoci nel mezzo del classico paese che pure il fisco dimentica, vista la quasi completa inutilità, anche il telefonino non prende praticamente una mazza, per cui è pure difficoltoso mettersi in contatto con lui.

Poi, finalmente il mio cellulare squilla... è lui:

- ma dove siete?!?! -
- mah... siamo qua... -
- anche io sono qua! -
- bene! però non la vediamo... -
- eh, neanche io... ma che macchina avete? -
- una familiare verde -
- mah... io non la vedo... -
- eh è un bel problema! -
- ma in che piazza siete?!?! -
- quella con la statua, che ci aveva indicato... non so... è armata, sarà a Napoleone, al Milite Ignoto, a Pamela Anderson... boh... -
- ma ci sono le poste lì... le vedete? -

e noi, guardandoci intorno, capiamo che forse non siamo proprio nel posto giusto, anche perchè in quel piazzale c'è solo una farmacia e la statua e nient'altro! solo campi!
(tenete presente che mentre io cercavo di parlare al telefono, Luca già rideva come un pazzo, cercando di non farsi sentire...).

- beh, in effetti qui non ci sono le poste... non è che forse dobbiamo raggiungere un'altra piazza? qui c'è solo una farmacia e la statua -
e lui, urlando e con una voce tra il divertito e lo spazientito: - ma noooooooooooo! ma dovete andare avanti ancora tre chilometri, quello è solo l'inizio del comune! -

(ma io che cazzo posso saperne di come sia fatto il tuo comune del menga!?!?!)

Vabbè... entriamo finalmente in paese e lo vediamo abbarbicato sulla vera statua, non chiedetemi di chi fosse perhè non lo ricordo e manco me ne fregava in quel momento; già avevamo perso quasi un'ora, eravamo in pieno inverno, per cui il sole stava già quasi per abbandonarci. In più, il nostro amico (che per privacy chiameremo Sphinterox), ci fa parcheggiare all'interno di un angusto cortile di corte, facendomi rischiare di rifare tutte e due le fiancate alla mia povera macchina contro i muri vetusti e cadenti dei suoi vicini.

Come scendiamo e ci dirigiamo verso la porta, ci attende la prima sorpresa. La sua porta di casa, aveva un'apertura grande in centro, con un vetro smerigliato, che faceva solo intravvedere ciò che stava dietro.
Davanti ai nostri occhi, nascosto dal periglioso smeriglio, c'era una figura alta, molto alta e ingombrante, che cercava di vedere attraverso il vetro chi fossero gli intrusi e per farlo ci aveva appoggiato tutto il suo "delizioso" faccino, deformandolo ancor di più.
Come Sphinterox ci apre la porta, si pone innanzi a noi quello che, presumo, fosse uno dei suoi figli, quello più grande. Beh, grande lo era di sicuro, in più era pure bruttino parecchio, dai lunghi capelli incolti e di colore indefinibile, indossava un felpone bizzarro, con tanto di cappuccio che quasi nascondeva il suo sguardo, molto turpe e in più, nascosto pure da una folta barba incolta pure lei e dal colore ovviamente indefinibile. Sembrava avere vaghe tendenze omicide, nonostante la tenera età (ovviamente indefinibile). So solo che Luca lo ribattezzò poi Leather Face... Sicuramente non gli stavamo simpatici, in fondo eravamo entrati nel suo territorio di caccia...

Ah, tenete presente che per tutta la nostra permanenza in quella casa, io e Luca ci guardavamo molto preoccupati, temendo di essere smembrati da lì a momenti, anche se facevamo fatica a trattenere le risate. (certe cose è meglio prenderle sul ridere)

Avevo detto "uno dei suoi figli", vero? Infatti ce n'era un altro... e questo era veramente il più agghiacciante; era un ragazzino piccolo, avrà avuto non più di sette o otto anni e sembrava aver uno sguardo normale.... beh, mi sbagliavo.
Fin da quando abbiamo varcato la porta di casa, lui se ne stava appiccicato alla finestra, con lo sguardo perso, verso l'ignoto... non ci ha visto, non ci ha salutato, è rimasto per tutto il tempo attaccato a quella cazzo di finestra con lo sguardo fisso nell'aldilà. Sembrava il bambino di The Ring, anzi penso fosse proprio lui, ci assomigliava un casino, specie per le strane abitudini voyeuristiche.
Guardandolo, ci si è gelato per un attimo il sangue nelle vene, pensavamo di non uscire mai più da quella casa...

Sphinterox, invece era il più umano di tutti e molto cortesemente ci accompagna al piano di sopra dove teneva i dischi. Alla frase "beh, sono un po' usati, comunque sono su, nel solaio" io e Luca ci guardiamo, temendo il peggio.
E non avevamo torto. A parte che siamo dovuti salire uno alla volta perchè le scale, in legno molto marcio, cadevano a pezzi; poi, come arriviamo su... beh, il solaio era in realtà una topaia che manco la mia cantina, che non ho mai messo a posto da quando sono andato ad abitare con Ambra a Pavignano, faceva così schifo. Vabbè, ma i dischi poi!!!

Allora, da una parte c'era una pila di 78 giri, degli anni venti, certo potenzialmente interessanti, peccato solo che dei cinquanta vinili che saranno stati, 49 erano spezzati in due, per cui direi "vagamente" inascoltabili... I titoli? ahhh beh, si andava da "Pierina della Bassa" a "I Trifolari di Alba Est", da "I Canti Sulfurei di mia Nonna Zeferina" a "L' Orchestra Dimezzata Suona Solo a Metà" e oscenità simili...

Secondo voi ci interessavano? eppoi cazzo ce ne facevamo di un'accozzaglia di dischi completamente rotti!?!?! e il bello, è che l'amico Sphinterox, orgoglioso della sua collezione, continuava a chiederci quanto potessero valere!! ZERO!!! Z-E-R-O!!! capitooooo?????? ZEROOOOO!!!!!!!
Non sapevamo se ridere o piangere, io cercavo di fare un po' il diplomatico con frasi del tipo: "beh, certo che però sono un po' rotti, ehhh ce n'è più d' uno rotto, anzi quasi tutti, mi sa che non possiamo prenderli..." mentre Luca, senza neanche nascondere troppo la voce: "ma fa cagare 'sta roba, andiamocene prima che The Ring o LeatherFace ci uccidano e ci facciano a brandelli!"

Dò ancora un ultimo sguardo, triste e malinconico agli inutili 78giri, mentre Luca, ormai già deciso a tornare a casa alla svelta, vede una pila di 45giri... ovviamente senza copertina, impilati gli uni sugli altri nell'attesa di essere usati come dischi da trapano, ma forse avevano già subito quella sorte.
Luca manco li prende in mano, in effetti erano ridotti maluccio, io, per far contento Sphinterox li guardo. Saranno stati una sessantina, roba anche interessante, c'erano Rolling Stones e Beatles e cose simili, chissà, magari in un passato molto remoto avrebbero potuto valere qualcosa, ma ormai erano passati sotto le grinfie dei suoi figli che, probabilmente, li avevano usati per sezionare le loro vittime.

E anche qui, Sphinterox, da il meglio di sè: -Ehhh, li hai visti i dischi, eh? li prendete tutti? chissà a quanto li rivenderete! - Io non dissi nulla se non un patetico "mah... veramente...", Luca lo incenerisce con lo sguardo e, strattonandomi, mi fa vedere che dietro di noi, per tutto il tempo albergava silente, come un cecchino pronto a colpire, Leatherface, dallo sguardo cattivo e imperturbabile.
Per un attimo ho pensato: "forse, se gli prendiamo i dischi e gli lasciamo qualche euro, ci lasceranno uscire vivi..." - Poi, fortunatamente, mi torna un briciolo di lucidità e cercando di guadagnare le pericolose scale, abbandoniamo i poveri vinile al loro tristo destino.
Pure Sphinterox, che tutto sommato è stato gentile con noi, rimane un po' dispiaciuto per l'affare sfumato e tenta ancora l'ultima carta del "ah, allora proprio non li volete? ve li do a poco!"

A POCO?!?! MA STAI SCHERZANDO?!?!?

Ma ormai la nostra necessaria esigenza non era più quella di comprare dischi, era quella di tornare all'aria aperta prima di venire massacrati da LeatherFace!
E... The Ring? dov'era? beh, lui era ancora là, attaccato alla finestra, non aveva mosso un arto per tutto il tempo, le sue manine erano appoggiate al vetro, così, nella stessa posizione in cui le avevamo viste entrando... ma era poi veramente vivo? forse non lo sapremo mai...
Ricordo ancora oggi che varcando la soglia di casa loro, ho sentito un brivido lungo la schiena, quasi fosse l'ascia insanguinata che sicuramente Leatherface teneva sotto la felpa, mentre lo sguardo perso nel vuoto di The Ring faceva capolino dalla finestra, a dire il vero pure un po' lercia.

Quando siamo risaliti in macchina, c'è stato qualche attimo di silenzio, come a ripercorrere tutti quei minuti assurdi passati là dentro. E purtroppo non è stato un sogno...
Meno male che dopo abbiamo cominciato a ridere come cretini, ripensando alla bizzarria umana stipata in quei pochi metri quadri di paura e ovviamente, a tutta la giornata buttata nel cesso.

Dio, che orrore...

giovedì 8 gennaio 2009

L'Infinito Viaggio nel Tempo di Rock in My Pock - (Dis)avventure viniliche alla rovescia - IV° parte

Questo sarà un racconto lungo e noioso, quindi pregasi gli annoiabili di non leggerlo...

Lo sapete che mi piacciono i dischi, no? Bene. un giorno decido, d'accordo con l'amico Luca, di comprarne una grossa quantità, circa 150, da un tipo in Spagna (che per privacy chiameremo Los Analfabetas), in modo da dividerci le spese, oltre 100 e passa euriii, spedizione inclusa.
Tutto questo il 26 ottobre 2008 (ai fini della comprensione è necessario specificare l'anno...)

Dopo qualche giorno, a pagamento ricevuto, il venditore mi conferma l'avvenuta spedizione e mi dà anche il codice di tracciatura. Conoscendo purtroppo molto bene il funzionamento delle Poste e di alcuni corrieri, non mi preoccupo di controllare più di tanto, sapendo che all'incirca avrei dovuto aspettare 7-10 gg per ricevere il pacco.

Tuttavia i giorni passano in fretta e da 10 diventano poi 20 e passa, così controllo per "scrupolo" dove diavolo si trovi il pacco, forse nelle Isole Tonga o magari rapito dagli alieni, invece scopro che da diversi giorni alberga (non si sa perchè) all'ufficio postale di Biella, senza essere stato consegnato a causa di un errore nell'indirizzo MA SOPRATTUTTO, senza che nessuno, all'ufficio postale mi abbia avvisato assolutamente, nè con un biglietto nè una telefonata, una mail, segnali di fumo, codice morse... nulla.

Fatto sta che 'sti genialoidi non vedendo nessun pirla venirsi a prendere il pacco (cosa alquanto improbabile, visto che il pirla non era stato avvisato), rimandano il pacco a Milano, dove c'è il centro di smistamento nazionale della posta.
Quivi, il mio povero pacco rimane diversi giorni ammassato insieme a tonnellate di altre missive, finchè riparte bel bello verso il caldo sole della Spagna, per ritornare al mittente

Così, arriviamo ai primi di dicembre (ricordatevi che l'avevo comprato a fine ottobre). Dopo qualche giorno, il venditore spagnolo, mi avvisa che il pacco è ritornato a casa base e che effettivamente si era sbagliato a scrivere l'indirizzo e ovviamente me lo avrebbe rispedito a sue spese.
Fortunatemente non avrei regalato dischi a Natale ai miei amici...

Passano i giorni e una nuova spedizione parte da Porto Palos a bordo di tre caravelle tarlate, verso le umide e desolate lande di Pavignano...
Questa volta controllo un po' più sovente la tracciatura, così scopro che dopo un ameno soggiorno sempre nello scalo milanese, dove il mio pacco ha potuto gustare il panettone e brindare all'ultimo dell'anno in compagnia degli altri pacchi, finalmente riparte verso Biella ma, aimhé ancora una volta vedo che rimane lì fermo senza essere consegnato ancora a causa di un nuovo errore.

E arriviamo così al gran finale della storia e cioè al 7 gennaio 2009. Nonostante l'influenza, la neve abbondante e le strade che fanno schifo, decido di andare di persona alle poste a Biella per capire che cazzo stanno combinando. Pur venendo accolto in maniera cortese, scopro che NESSUNO ha idea dell' ESISTENZA di questo pacco, pur avendo verificato destinatario, codice di tracciatura, numero di scarpe, colore alla fiamma,.....

Poi, grazie all'elettricità scaturita da un defibrillatore che stavo per apporre "dolcemente" sulla tipa delle Poste al grido di " Wendy.... Wendy ..... Dove sei, Wendy....", questa mi dice di provare a sentire direttamente il corriere fuori Biella, perchè se il pacco non è lì allora sarà là (parole testuali... però!)
Così con le strade belle ghiacciate grazie al Comune di Biella che invece di spargere il sale probabilmente se lo è sniffato tutto in cerca di nuove esperienze, vado fino a Verrone (non senza aver rischiato diversi incidenti), dove c'è il corriere, e dove FINALMENTE posso abbracciare il mio pacco, dopo che mi è apparso davanti, circondato da una luce quasi divina, con me ormai in ginocchio e in lacrime per il celestiale materializzarsi di un cubo in cartone ripieno così tanto atteso, che ormai stavo dando per disperso ma, dove scopro ANCHE che gli indirizzi non solo erano tutti giusti ma origliando abusivamente, anche che i corrieri non avevano voglia di consegnare i pacchi per la neve...

Ora, io capisco la prudenza ma se invece di inventarsi delle balle idiote, mi avessero avvertito ad OTTOBRE! che non volevano garantire il servizio, al limite, sarei andato a prendermelo direttamente io, invece, per causa loro probabilmente il mio pacco avrebbe fatto il pendolare tra l'Italia e la Spagna fino alla discesa dell'uomo su Marte!
(in più mi hanno fatto sprecare benzina, tempo, e mi hanno fatto uscire che avevo male anche al pancino, uffa!)

VERGOGNA!!!!

e VERGOGNA anche al Comune di Biella!

L'unica cosa che non ho capito (e che non voglio capire) è: ma perchè il tipo spagnolo mi ha detto che si era sbagliato a scrivere l'indirizzo, quando anche quello che aveva segnato ad ottobre era giusto?!?!?! Mah...

P.S. chi volesse rileggersi le altr Disavventure Viniliche, può farlo cliccando sul relativo link o a destra nella sezione "007, Missione Quaglia"

martedì 29 aprile 2008

"Non Aprite Quella Porta 33" - il trailer

Sta per arrivare una nuova (Dis)Avventura Vinilica, nel frattempo godetevi il trailer gentilmente ideato dall'amico Luca, anche lui co-protagonista di questa inutile gita in cerca di rarità discografiche d'altri tempi.

"Credevate fosse finita.... credevate che il mondo fosse ormai un posto sicuro.... dalle oscure regioni del biellese profondo, arriva una nuova minaccia..... il male puro, prodotto dell'infame periferia americana e la maledizione radicata nelle mura di un villino anonimo di Osaka.... si sono dati appuntamento (emigrandi di merda)..... e i 78 giri marci non lasceranno più i vostri sogni....."

C.oming
S.oon....
N.ear...
Y.ou...

Ah, vi ricordo che chi si fosse perso le nostre iniziali Disavventure Viniliche, le può ritrovare cliccando il link sulla destra "007, Missione Quaglia", la nuova sezione tutta dedicata agli assurdi racconti di Munckaarp Van Der Fleecken e soci sul mondo del collezionismo musicale.

domenica 20 aprile 2008

L'Esercito dei Gatti Spruzz-Spruzz / (Dis)Avventure Viniliche III° Parte

A gran richiesta, nonostante la mia iniziale reticenza, ho deciso di postare uno dei più assurdi tour vinilici che ci siano mai capitati e che sono ormai entrati a far parte di quei classici racconti da tramandare di padre in figlio.
Ho sempre evitato di raccontarlo poichè so per certo che il protagonista di oggi bazzica su internet e conosce pure il mio sito, per cui manterrò il più stretto riserbo su nomi e luoghi (come ho sempre fatto), sperando che non se la prenda, anche perchè è stato effettivamente molto gentile ed ospitale con noi, l'unico problema sono state le "condizioni ambientali"...

Dunque, mi contatta un simpatico signore, che ha centinaia di dischi da dare via. Ovviamente, ben conscio oramai di quello che si trova in giro, cerco di avere più informazioni possibili sul genere, su come siano tenuti, ...

  • Nota fondamentale: mi garantisce che i dischi sono praticamente nuovi in quanto, non appena acquistati, li riversava su cd o cassetta, in modo da tenerli perfettamente.
Decido così, di chiamare (oltre ad Ambra) anche due nostri cari amici, Luca e Stefano, anche loro collezionisti e molto ferrati sui generi che invece io conosco meno, in modo tale da poter comprare più dischi diminuendo le spese e poi anche per farci un giretto insieme.

Le prime difficoltà le incontriamo durante il viaggio. Infatti pur dovendo raggiungere un posto non molto lontano, nella"bassa" vercellese, la sua abitazione è situata all'interno di un fitto reticolato chilometrico di canali di irrigazione, ovviamente senza indicazione alcuna.
Per cui dopo aver girato "ad minchiam" per diversi minuti, rischiando numerose volte la vita, percorrendo stretti e precari corridoi di sterrato lungo i canali in mezzo alle grigie risaie, torno nel paese principale alla ricerca di informazioni. Essendo domenica (e soprattutto essendo un posto dimenticato da Dio e tutta la sua combriccola), troviamo soltanto due ubriaconi sversi su un marciapiede che, nonostante l'alcool a fiumi, ci indicano esattamente come raggiungere il posto.

Dopo un po', finalmente, lo troviamo. Si avvicina il simpatico padrone di casa, che noi chiameremo per privacy "De Felinorum Incontinentiae", un nome da "nobile" (non so se mi capisci, Luca, hehehe).
Anche lui, alla faccia delle statistiche, ha qualche problemino di vista (come quasi tutti quelli che ho incontrato) e, accompagnato da un bellissimo cane di grossa taglia, ma molto affettuoso, ci porta dentro casa. Senza addentrarmi nei particolari, vi dirò che trattasi di quelle mega cascine di una volta, ristrutturata solo in parte.

A volte so di essere un po' prevenuto, eppure, sarà l'esperienza ma il mio squinternato cervello, in un microsecondo ha fatto una curiosa associazione mentale tra lo stato delle abitazioni, degli inquilini e dei vinili, convenendo che: più la casa (o gli inquilini) sono in disfacimento, più i dischi saranno pietosi (e chi ha letto i post precedenti penso ne abbia avuto riprova).

Entriamo in casa e qui cominciano le dolenti note. Come mettiamo un piede dentro, veniamo assaliti da una mostruosa nube maleodorante di "Pisciodigatto", la pericolosissima sostanza esalata da un esercito di gatti incontinenti che vive nella casa di cui, un 5-6 girano vorticosamente alla continua ricerca di carezze e coccole, mentre gli altri 128 sono ammassati uno sopra l'altro a fianco di una immane stufa a legna del periodo bellico e a pieno regime che con i suoi 10.000 megawatt sviluppati, scaldava così tanto da condensare le particelle di Pisciodigatto sospese nell' aria da renderle praticamente visibili a occhio nudo.
Ora provate ad immaginarvi la scena con 6 persone (noi quattro più il padrone di casa e la moglie), il cane di circa 2 metri quadri, 134 gatti incontinenti, tutti quanti stipati in un salottino di forse 9 metri quadri annebbiato da una "acquerugiola dorata" in sospensione.

E i dischi?? Ebbene, come si conviene nei grandi film del cinema, dove la tensione sale al continuo cambiar inquadratura, sempre più serrata e veloce, alla frase "ecco qua i dischi!", tutti e quattro ci voltiamo sulla nostra destra; il nostro sguardo da sorridente e sognante (nonostante la nube di Pisciodigatto) si trasforma in un orrida e deforme espressione alla sola vista dei vinili.
Infatti ce n'erano sì a centinaia, il problema è che erano rimasti per anni in balia delle famigerate "Squadriglie Feline della Morte", sparute gang di gatti che non potendo farsi le unghie sui mobili (in formica liscia) trovavano di loro unico gradimento l'attraente cartone delle copertine dei dischi, sbrindellandole quasi totalmente (sigh!).

Chiunque di fronte a un tal scempio si sarebbe arreso, ma noi no! Avevamo fatto chilometri, rischiato di annegare nei canali, sopravvissuti alla nube di Pisciodigatto, non potevamo andare via a mani vuote.
Così armati di forza e coraggio e senza maschere antigas cominciamo lo stillicidio dei dischi. Luca, Ambra ed io, cominciamo a sezionarli ad uno ad uno, man mano che li spostiamo (ed era difficile farlo, visto che l'umidità e il pisciodigatto li rendevano fragilissimi) , zaffate di odor felino umido e giallo ci penetrano nelle narcici, rendendoci la scelta alquanto difficile. Stefano, invece decide di conversare affabilmente con gli ospitali padroni di casa e il loro cane Osvalda (era femmina).
Non chiedetemi di cosa abbiano parlato, sinceramente non ne ho la più pallida idea, già faticavo a respirare e a ricordarmi quali dischi mi interessassero. La cosa bella che di dischi interessanti ce n'erano eccome! Elvis, Beatles, rari live dei Pink Floyd, Henry Cow (!!!), ... il nostro amico, era un appassionato di rock, hard e anche beat, insomma aveva proprio quello che cercavamo, peccato solo che ci aveva assicuarato sulle condizioni eccezzziunali dei suoi dischi, che invece non se la passavano tanto bene.
Beh, alla fine ci sono volute quasi un paio d'ore per vederli e sceglierli tutti, e quindi potete immaginarvi la nostra condizione psicofisica già martoriata dalla nube tossica e continuamente interrotta dalle intemperanze dei 134 felini che, svegliandosi uno dopo l'altro, venivano in cerca di coccole arrampicandosi per ogni dove sui nostri corpi.
La ciliegina sulla torta (e questo veramente non lo dimenticherò mai) è stata quando il nostro amico, vedendo che ero appassionato di musica rock anni '70, mi chiede se conosco i "DeathKillerAmmazzqualcosadelgenere", uno di quei gruppi hard-metal-industrial-trash-melodic-brutmelodic" di qualche tempo fa, al che con sommo dispiacere gli dico che non li conoscevo, così lui prende il loro cd e li mette su. Come parte la "musica" (che a dire il vero era un misto di distorsione e delay a 10000 decibel), i due padroni di casa si lanciano in un poetico ballo come due giovani amanti sognatori. Era uno spasso vederli.
Poi è seguita l'immancabile contrattazione.
Dovete sapere che quando si vanno a comprare grosse quantità di dischi, si cerca di prenderli a prezzi veramente bassi, specie se chi te li vende non ha interesse ad arricchirsi. A me spiaceva offrirgli proprio il minimo sindacale di 50 cent a pezzo, però le copertine erano veramente disastrose e si sa, la psicologia umana è molto sottile, così gli ho proposto 1 euro ogni 2 dischi (che è poi la stessa cosa di 50c a pezzo, hehehe). Beh a farla breve, visto che le nostre scorte di ossigeno stavano miseramente finendo, abbiamo trovato un accordo e quasi con incredulità siamo usciti dalla stanza oramai gialla e abbiamo potuto riabbracciare la vita, il cielo, la natura e soprattutto l'aria.

ahhh, che buona l'aria.

Per la cronaca ci sono voluti due ammolli completi in ammoniaca, citrosodina e piralvex per levare il tremendo Pisciodigatto dalla nostra pelle.

domenica 13 aprile 2008

Il Boss e La Bionda - Disavventure Viniliche II°Parte

Premessa: questa storia non farà ridere (o almeno non dovrebbe)

Questa qui ci è capitata diversi mesi fa. Dico "ci", perchè oltre a me era presente Ambra, che ormai conoscete tutti. L'inizio è sempre lo stesso: mi contatta una persona al telefono che vuole vendere dischi, si prende appuntamento e ci si reca sul posto.
Ora, sempre per motivi di privacy, non mi addentrerò molto nei particolari, però sappiate che la zona dell'incontro è nel biellese collinare, notoriamente si tratta di luoghi aperti, ben soleggiati, con tante belle ville e villette abitate anche da persone benestanti (ma non solo).

Pare essere un bell'incontro, almeno di quelli dove non devi passare migliaia di vinili in mezzo a quaglie assassine, gatti incontinenti, nobili pazzi o cose del genere, insomma.

Tuttavia, giunti sul posto non riesco a trovare il luogo esatto dove mi devo recare, anche se non ci sono migliaia di vie. Provo a telefonare, ma suona sempre occupato. Decido così di intercettare una ragazza che abita nella zona per chiedere informazioni su dove si trovasse la famiglia che cercavamo (che noi chiameremo Sdurrwelz, sempre per privacy).
La ragazza mi guarda in modo strano, quasi come se si chiedesse perchè mai dovessi recarmi proprio lì, comunque mi indica gentilmente la strada e, facendomi intuire che evidentemente questa amena famiglia è ben conosciuta, mi dice che una volta arrivato c'è un campanello manuale (?) dove suonare.

Ora, se questo incontro mi fosse capitato in questo periodo e con l'esperienza che mi sono fatto andando nei posti più assurdi, avrei già subodorato il pericolo, ma tant'è, eravamo alle prime uscite e come tutti i 'ggiovani sognatori non avevo dato peso alle parole della ragazza.

Comunque, seguendo le sue indicazioni, giungiamo sul posto. Vi avevo detto che la zona era ricca di ville e villette? Beh, avevamo trovato proprio l'unica abitazione che col termine "villa" c'entra come la cacca sugli spaghetti. All'entrata troviamo il campanello manuale, e un piccolo cancelletto arrugginito e in disfacimento, dal quale si può intravvedere che la meravigliosa abitazione è circondata da uno strato di edera, baobab e mangrovie giganti che ormai hanno quasi completamente inglobato l'edificio.
Ci accoglie un simpatico signore (Il Boss), di quelli che non sai mai dove guardarlo, visto che un occhio ce l'ha di vetro e l'altro quasi gli manca (non si deve scherzare su queste cose, lo so, è che a volte non sai se metterti a piangere o prenderla con filosofia). Assomigliava vagamente a Donald Sutherland, sopravvissuto ad un incontro di boxe con Cassius Clay.
Ci porta dentro casa sua, man mano che ci addentriamo scopriamo un mondo che non pensavamo esistesse più: la casa già tetra di suo, molto vecchia e cadente aveva un pavimento scuro, in marmiglia modello "Dontwash", ovvero non lavato da diversi lustri, le pareti intorno avevano una tonalità tra il "marrone-scuro-scuro-ma-molto-scuro" e il nero (scuro pure lui). Si intravvedeva in un'altra stanza una montagna di vestiti e pezze informi alta circa 3 metri, toccava quasi il soffitto.
Finalmente, si fa per dire, entravamo nella stanza dove c'erano i dischi. Ci attendeva la moglie (la Bionda).

Ora, io non sono un mostro di simpatia, ma vi garantisco che 'sta tipa era alquanto antipatica e menefreghista, piuttosto egocentrica e irrispettosa (soprattutto del marito, che non se la passava molto bene).

Il nostro spirito (come avete potuto notare dalla foto sopra) già abbastanza provato dalle esalazioni inferte da una caldaia post nucleare a legna (marcia), non aveva ancora visto il peggio! Infatti su un tavolo diroccato del medioevo modello "Pierluigi XCMLXIII", stavano diecine e diecine di dischi di dubbia provenienza. Nonostante gli immancabili Canti degli Alpini di Stroppiana Vol1-124, amene Sinfonie in La calante di Irijna Skassalkazzaja e magistrali opere come "Le Tre Grazie e i Tre Sifiguri", c'erano pure diversi 45 e 33 giri di quelli veramente interessanti.

C'era però un piccolo particolare: i dischi sembravano essere stati appena riesumati (tra l'altro senza aver avuto l'autorizzazione del GIP), da una bara sotterrata malamente in giardino, infatti erano COMPLETAMENTE ricoperti da terra e muschio!!!!. La bionda, non sembrava essere minimamente turbata dal fatto, probabilmente era il posto dove li tenevano abitualmente (sigh).
Abbiamo cercato di dividerli certosinamente, separando la merdaccia dal meno peggio, recuperando almeno una trentina di vinili.
Non contento Donald (il Boss), ci offre di vederne altri, al che cerco gentilmente di declinare l'invito, ma lui, insistendo se ne va in un'altra stanza a prenderne altri.
Dopo un po' una vasta nube (probabilmente tossica), scura e inquietante penetra nel salotto dove ci trovavamo; la nebbia dissipandosi ci faceva intravvedere il nostro amico con in mano altre decine di dischi e cofanetti, in condizioni ancora peggiori dei primi.

Insomma, non vedevamo l'ora di alzare i tacchi, prima che ci offrissero qualcosa da bere, non senza però cercare di acquistare qualcosa. Mi spiaceva andare via a mani vuote e magari con una bella lavata (sì ma proprio bella, eh) quei dischi avrebbero potuto riprendere un colorito più normale. Tuttavia la Bionda, non aveva accettato l'offerta, illusa dal fatto di poterli tranquillamente rivenderli a prezzi più alti ovunque (ma chi 'tte compra sto mucchio di vinile misto terra???)

Beh, alla fine ce ne siamo andati, tutto sommato neanche troppo malvolentieri, l'unico effetto collaterale è stato quello di ritrovarci con la gola completamente bruciata dai miasmi della stufa potenziati dall'abuso di sigari e sigarette marca "CERNOLIFE" dei due simpatici inquilini, a tal punto che arrivati a casa abbiamo fatto ricorso a varie tisane e ricostituenti (e anche un bagno nella soda caustica) pur di scrollarci di dosso tutto quel bel putridume.

giovedì 20 marzo 2008

(Dis)avventure Viniliche - I° Parte

Come promesso, vi racconto una delle mie utime scorrazzate chilometriche alla ricerca dei vinili perduti.

Un giorno mi telefona un signore, voce tranquilla ed educata, dicendomi che aveva letto un mio annuncio. Dopo aver più o meno spiegato che tipo di musica cercavo, mi garantisce che ha dischi belli, tenuti benissimo e che è disposto a scambiarli con vecchie radio, essendo lui un appassionato di quel genere.

Prima di continuare il racconto, tenete presente due punti fondamentali:
  • Non sono un ricercatore della perfezione assoluta, però cerco di prendere solo i dischi completi di copertina, possibilmente ben tenuta e che il disco non sia stato utilizzato come frisbee o disco da trapano - ah, genere beat e prog
  • Il posto dove mi devo recare si trova in provincia di Pavia e dista da casa mia circa 85-90 chilometri.
Fortunatamente, in casa, tra le tonnellate di boiate, ci sono alcune radio anni '80 ormai prive di vita, per cui me le carico in macchina e parto.
Vengo fermato due volte dai carabinieri (solo per controlli) e la statale è molto trafficata, comunque con qualche difficoltà trovo questo piccolo paese sperduto e arrivo all'appuntamento.
Il signore che mi aspetta (che noi chiameremo Ugzwold, per privacy) è un tipo tranquillo, pensionato, con una curiosa passione per le quagl... ehm le tortore.
Ovviamente deve farmele vedere e conoscere tutte, così dopo circa UN'ORA (!!!), mi porta nello scantinato dove tiene i dischi (al che comincio a preoccuparmi che non mi faccia vedere anche la sua collezione di farfalle, non so se avete capito).

Per carità, ognuno ha le proprie passioni però, non mi sciroppo quasi cento km. per scoprire che la quaglia australiana è diversa da quella del Botswana perchè la ventisettesima penna dell'ala sinistra ha un colore leggermente più scuro, che al calar della sera dei giorni dispari con luna calante ,..... AAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!

Scusate.

Comunque, finalmente mi apre un armadio. Conterrà i sospirati dischi??? NOOOOOOOO.
Ovviamente c'è tutta la sua collezione di radio (sigh). Altra mezz'ora persa. Poi, in un attimo di lucidità mi porta i suoi "rarissimi" vinili.
Ero veramente curioso di vedere cosa cazzo avesse, in più continuavo a guardarmi intorno per controllarlo, non che avessi paura, però avevo quella strana sensazione come "adesso tira giù la saracinesca e mi fa vedere la sua di quaglia".

Fatto sta che mi porge alcune valigette, di quelle anni '60 di moda tempo fa, che contenevano i 45giri. Quando le apro, scopro l'amara (e temuta) verità.
Innanzitutto i 45 erano TUTTI SENZA copertina. Il genere spaziava da Nando Star a inserti Domenica Quiz. (altro che Beatles!). Fin dal primo che avevo visto, avevo capito che avevo fatto un viaggio a vuoto, però per pietà continuo lo stesso a guardarli, mentre tra me e me penso "vogliotorareacasavogliotornareacasavogliotornareacasa,....".

Gli faccio capire educatamente che non erano nè i dischi che cercavo, nè quelli che lui aveva detto di avere e non avevano neanche le copertine, come invece mi aveva assicurato.

Terminato lo stillicidio degli inutili 45giri, mi fa vedere i long playing. E alèèèèèè, aveva una vasta collezione di Canti degli Alpini (sigh) dal numero 1 al X tendente ad Infinito, un'accozzaglia di "Orchestra di Piercazzone e i Boiafaus" (ovviamente non esistono ma era per farvi capire che mi interessavano molto) e un'altra quarantina di carneadi delle balere della Bassa.
Qui a fianco vi posto la foto della mia faccia mentre assaporavo quella amena collezione di disumane vaccate (provate ad immaginare a cosa stavo pensando in quei gioiosi momenti...)

Stavo ripensando ai soldi buttati via in benzina e alla giornata buttata nel cesso, quando come ultima chance, mi mostra uno scatolone con altri dischi, non proprio tenuti da Dio, ma INCREDIBILMENTE un po' più interessanti. Decido di prenderne 4 (trattavasi di un live dei Doors, un disco PFM e cose simili). Certo, niente di pazzesco, ma almeno la mia giornata da buia e infelice, tornava a tingersi di un pallidissimo azzurro, che mitigava (solo in parte) la mia voglia di prendere le sue quagliedelcazzo e mangiarmele vive davanti a lui.

Già, ma come lo pago? Di sicuro non scambio le mie radio con quattro dischi abbastanza comuni. Non che le radio valessero qualcosa, ma piuttosto che lasciarle in mano ad un sedicente ornitologo assetato di diodi, gli sgancio qualche euro e lo saluto.
Non vedevo l'ora di tornarmene a casa. ma c'era ancora un particolare.
Il giardino dove avevo parcheggiato era decisamente angusto e richiedeva alcune manovre da alta scuola per riuscire a districarsi senza rigare la macchina, in più faceva anche abbastanza caldo e avevo quindi abbassato i finestrini.
Il nostro amico Ugzwold sapeva che avevo portato giù alcune radio, ma (mica sono scemo) le avevo tenute nascoste nel bagagliaio. Cosicchè, con fare furbetto, il fellone infila la testolina in maniera piuttosto invadente dentro la macchina e cercando di trattenermi con scuse tipo "no, aspetta, ti faccio ancora vedere...", scruta all'impazzata per scovare le radio. Alquanto infastidito gli prometto che mi sarei rifatto vivo e che un giorno gliele avrei fatte vedere ('stopardeciufoli), il tutto mentre con una retromarcia da "Nicki Lauda alla parabolica di Monza" lo espello dalla mia macchina e scompaio all'orizzonte.

Insomma: 4 ore di tempo buttate per sempre, 15 euro di benzina, qualche euro in meno in saccoccia, il tutto per 4 dischi del cazzo. Non male, eh?