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lunedì 22 giugno 2009

Frank Zappa - Bongo Fury (1975)

Uno dei tanti dischi massacrati dalla critica (e anche un po' dai suoi stessi fans). Eppure questo disco è a suo modo unico, nella sterminata produzione zappiana, per diversi motivi:

Innanzitutto, è un disco, in parte, dal vivo (registrato nel New Mexico nel maggio del '75), ma dura solo una quarantina di minuti, e la band, penultima incarnazione dei Mothers Of Invention, rappresenta lo spartitraffico tra lo Zappa dei primi anni '70 e quello verrà di lì a poco, cioè con un sound decisamente più orientato al rock (seppur sempre nelò suo tipico stile).

A fianco dei fidati Bruce Fowler (trombone), George Duke (tastiere), Napoleon Murphy Brock (sax), e Tom Fowler al basso, compaiono il giovane Terry Bozzio alla batteria, marcatamente più moderno e "cattivo" rispetto ai primi batteristi, leggermente più orientati al jazz (Ralph Humprey, Sly Dunbar e in parte anche Chester Thompson, che aveva da poco raggiunto i Weather Report) e Danny Walley, alla slide, che offre il suo contributo portando una forte vena blues all'interno del repertorio.

In mezzo, oltre a Frank, arriva Captain Beefheart, a sconquassare la ferrea organizzazione zappiana, con il suo modo completamente atipico e stralunato di vivere la vita on the road.

Anche il repertorio cambia, soprattutto in funzione dello stesso Beefheart, per il quale Frank porta sul palco diversi brani scritti appositamente per lui, oltre ad alcuni testi bizzarri dello stesso cantante/sassofonista.

Il disco risente inevitabilmente di questi stravolgimenti, uniti al fatto che nel disco, sono presenti pure un paio di brani in studio ("Cucamonga", complicata composizione dedicata agli anni giovanili di Zappa allo Studio Z di Cucamonga, e "200 Years Old" lungo blues, per la ricorrenza della nascita degli Stati Uniti). In più, oltre al fatto che dura relativamente poco, grande spazio viene (giustamente) dedicato ai nuovi brani, scritti appositamente per questo mini tour (esclusivamente negli USA), che si svolge nell'arco di un mesetto.

Musicalmente però, è un disco molto interessant, proprio a causa delle suo sound atipiche, per via della band.

Così oltre alla mitica "Muffin Man", che diverrà negli anni uno dei cavalli di battaglia di Zappa nelle esibizioni live (che contiene uno dei più brillanti assoli di chitarra di Frank), arrivano nuove composizioni, come "Debra Kadabra", sorta di omaggio ai film horror di serie B (e anche C) che sia Beefheart che Zappa adoravano, oppure "Poofter's Froth Wyoming Plans Ahead" canzone in puro stile cowboy e come spesso caratterizzata da spunti polemici verso la politica degli USA nell'imminenza del bicentenario della propria nascita.

Il brano più lungo del disco (oltre 11 minuti) è "Advance Romance", canzone blues/rock cantata da N.M.Brock, con lunghi assoli di Walley, Beefheart (all' armonica) e di Zappa, che introduce per la prima volta il personaggio "Bobby dalla testa-a-patata", incontrato surante la sua breve permanenza nel carcere si Sn Ber'dino e che avrebbe avuto poi degna commemorazione nell'opera tripla "Thing-Fish", dove Bobby, sarebbe diventato una monaca bambinaia, "Sorella Testa-a-Patata Bobby Brown" con le labbra come un becco d'oca.

Purtroppo la brevità del disco, le stramberia incontrollabile di Beefheart e i brani troppo specifici, ne hanno fatto un album poco amato, se non proprio dai fans più viscerali, ed è un peccato perchè è a suo modo un disco importante, anche perchè oltre ad essere l'unica rappresentazione della collaborazione tra Zappa e Beefheart, amici sin dai tempi dell'infanzia, il tour dal quala questo disco nasce, offriva un interessantissimo repertorio, tra cui, incredibili versioni di "A Pound For A Brown" (proprio grazie all'apporto di Terry Bozzio), vecchie hit riarrangiate in maniera nuova come, "Let's Make The Water Turn Black" o "I'm Not Satisfied" oltre a esecuzioni rarissime come la famorsa "Apostrophe", che nell'omonimo disco vedeva la partecipazione di Jack Bruce (ex-Cream) al basso.

Disco particolare, forse un po' ostico, ma sicuramente da riascoltare.

BONGO FURY (1975)

Band: Terry Bozzio - batteria / Napoleon Murphy Brock - sassofono, voce / Captain Beefheart - armonica, arpa, voce / George Duke - sintetizzatore, voce / Bruce Fowler - trombone / Tom Fowler - basso / *Chester Thompson - batteria / Denny Walley - voce, chitarra / Frank Zappa - chitarra, sintetizzatore, voce

* = solo nei brani in studio

1. Debra Kadabra - 3:54 - (live)

2. Carolina Hard-Core Ecstasy - 5:59 - (live)

3. Sam With the Showing Scalp Flat Top - 2:51 - (live) (Don Van Vliet)

4. Poofter's Froth Wyoming Plans Ahead - 3:03 - (live)

5. 200 Years Old - 4:32

6. Cucamonga - 2:24

7. Advance Romance - 11:17 - (live)

8. Man With the Woman Head - 1:28 - (live) (Don Van Vliet)

9. Muffin Man - 5:34 - (live)

lunedì 28 luglio 2008

The Turtles - "Happy Together" (1967)

Poco fa, durante il pranzo, si è abbattuto su Pavignano e dintorni un bell'acquazzone. Non è durato molto, in poco tempo il sole ha fatto capolino e il vento a ripulito il cielo portando anche un po' d'aria fresca.

Mi è venuta così voglia di ascoltare un po' di musica allegra e poco impegnata, ho riesumato allora dall'archivio un disco piuttosto famoso, "Happy Together", dei Turtles, la band beat/psychedelica molto in voga in USA tra il 1965 e 1969, che portò in scena numerose hits, tra le quali le celeberrime "I Ain't Me Babe" di Bob Dylan "Eleonore", "Happy Together", "You Shoved Me", ... molte delle quali divennero celebri cover in Italia a fine anni '60 (una cosa molto diffusa in quegli anni, quella di rifare brani famosi, traducendoli o dandogli addirittura un nuovo testo)

Questo, il terzo dei loro 5 album continuava a presentare da un lato brani molto semplici ed orecchiabili, completati però da arrangiamenti orchestrali con tanto di synth o fiati, dal tipico sound pre/psichedelico, che sarebbe esploso da lì a poco nella Summer Of Love.
Oltre alla già citata "Happy Together", trova spazio nell'album, un' altra hit "She'd Rather Be With Me". Tipico dei Turtles era l'uso di testi spesso pungenti e satirici che facevano un bel contrasto con la loro musica quasi sempre disimpegnata.

Grandi fans di Frank Zappa, i due leader Mark Volman e Howard Kaylan (insieme al bassista Jim Pons) si unirono nel maggio 1970 ai nuovi Mothers Of Invention, col quale girarono su e giù America e Europa fino al 12 dicembre 1971, il concerto a Londra dove FZ venne aggredito da un idiota, brutta fine di un già difficile tour (pochi giorni prima a Montreaux, un incendio distrusse il locale dove si stavano esibendo, evento dal quale nacque "Smoke On The Water" dei Deep Purple). Il batterista John Barbata si unì invece a Crosby Still Nash & Young, prima di finire nei Jefferson Starship.

HAPPY TOGETHER (White Whale, 1967)

Howard Kaylan (v) * Al Nichol (g, v) * Jim Tucker (g), Mark Volman (v) * Jim Pons (b, v) * John Barbata (d)

1. Makin' My Mind Up
2. Guide For The Married Man
3. Think I'll Run Away
4. The Walking Song
5. Me About You
6. Happy Together
7. She'd Rather Be With Me
8. Too Young To Be One
9. Person Without A Care
10. Like The Season
11. Rugs Of Woods & Flowers

venerdì 13 giugno 2008

Zappa/Mothers - PiquantiqueSydney (1973)

Dopo il post di ieri non potevo esimermi dal recensire un minimo il disco di cui vi parlavo.
E' un doppio cd, praticamente introvabile, a meno di non girare per le varie fiere del disco e smenarci una bella carriola di eurii (io l'avevo pagato intorno ai 75 euro, sigh!), registrato dal vivo a Sydney l'8 juglio del 1973, ultima data del tour australiano prima di iniziare quello europeo, che avrebbe portato Frank e la sua combriccola a suonare anche a Bologna, Roma, e Verona (tutti concerti mostruosi, soprattutto Bologna e Roma, con una fortissima esecuzione di "Arrivederci Roma").

Del resto essendo uno dei tour più belli, vari, con una band fantastica quasi tutti i live di questo periodo sono magnifici. Non fa eccezione quello di Sydney, oltretutto con una scaletta che prevedeva alcune soprese, come la presenza di "Road Ladies" un blues tratto dall'album "Chunga's Revenge", del quale esistono pochissime versioni live (due o tre al massimo). Altro brano non molto comune è "Zomby Woof", molto simile nell'arrangiamento a quello del disco ufficiale, con un bel solo aggressivo fi FZ.
Fa capolino nella scaletta anche "Don't You Ever Wash That Thing", come brano di apertura e che viene subito fermato dopo alcuni secondi e fatto risuonare da Frank (grande, Frank, cos' si fa!), tra l'altro arrangiato in maniera piuttosto differente da quello che si sentirà su "Roxy & Elsewhere".
Poi arriviamo ai "must", ovvero una kilometrica e devastante versione di "Dupree's Paradise", con lunghissima intro di George Duke alle tastiere multiple, che poi sfocia, dopo il tema, in lunghissime escursioni strumentali di Jean-Luc Ponty al violino, Bruce Fowler al trombone e Frank, per finire.
Altra chicca è "Inca Roads", qua eseguita ancora nella versione originale, con il cantato di Sal Marquez su un accompagnamento da cockatil-lounge-music di Duke e due soli (molto belli) di Marquez e Ponty.
Immancabili, come sempre, "Cosmik Debris" e "Farther O'Blivion", uno degli strumentali più diabolicamente intricati mai composti da Zappa, formato da composizioni diverse rimontate in maniera veramente astuta (praticamente la sequenza è: "Greggary Peccary"/assolo di violino su base rock I - VII - VI / "Be-Bop Tango" / "Cucamonga").
Gran finale con il medley "Mr. Green Genes/King Kong/Chunga's revenge" di quasi 17 minuti, con la ripresa del tema iniziale in forma più lenta e maestosa che conclude con un'incredibile coda con annessa citazione di "Also Sprach Zarathustra".

130 minuti di grandissima musica, semplicemente imperdibile!

Band: FZ (chitarra, voce) * Sal Marquez (tromba, voce) * Jean-Luc Ponty (violino elettrico) * Ian Underwood (clarinetto basso, synth, sax) * Bruce Fowler (trombone) * Ruth Underwood (vibrafono, marimba, timpani, percussioni, ...) * Tom Fowler (basso) * George Duke (piano, organo, rhodes, hammond, clavinet,...) * Ralph Humprey (batteria)

1. Soundcheck & Intro (8.12)
2. Don't You Ever Wash That Thing (7.41)
3. Zomby Woof (6.47)
4. Dupree's Paradise (28.31)
5. Inca Roads (13.33)
6. Cosmik Debris (12.39)
7. Road Ladies (8.48)
8. Farther O'Blivion (15.21)
9. Mr. Green Genes/King Kong/Chunga's revenge/Genes reprise (16.49)

giovedì 24 aprile 2008

ZAPPAWAZOO !!!! (E' ARRIVATO !!!!!)

Aaahhh, una delle ragioni per le quali sicuramente vale la pena vivere, è quella di trovarsi al mattino, alla finestra, il pacchetto tanto anelato che il postino con tanto amore ti porge dolcemente. Perchè tu lo sai cosa contiene e non vedevi l'ora che arrivasse.

Di cosa sto parlando???

Ma dell'ultima uscita discografica della ZappaFamily (www.zappa.com), "ZAPPAWAZOO" il doppio cd in edizione deluxe e rimasterizzato con l'intero concerto registrato a Boston, il 24 settembre 1972, dalla Hot Rats/Grand Wazoo/Mothers Orchestra di Frank Zappa !!!!! Ammetto che mi è costato un po (circa 43 euro, spedizione compresa) ma, visto che fino ad ora lo si poteva ascoltare solo su bootleg di qualità mostruosamente bassa tipo "guerriglia-recording", vi garantisco che ne è valsa veramente la pena.
Innanzitutto l'audio è quello del master originale (!), ripulito e riedito interamente su una bellissima confezione deluxe, apribile, con foto rare e quant'altro.
La performance è l'ultima del minitour (del quale vi avevo già parlato mesi fa) del Grand Wazoo, del settembre 1972. Tra gli altri, sono presenti Sal Marquez, Ian e Ruth Underwood, Ken Schroyer, Tom Malone, Bruce Fowler, ....
Scaletta:
  • 1. Intro (3.19)
  • 2. Think It Over (Grand Wazoo) (17.21)
  • 3. Approximate (13.35)
  • 4. Big Swifty (11.49)
  • 5. Ulterior Motive (3.19)
  • 6. The Adventures Of Greggary Peccary (32.37)
  • 7. Penis Dimension (3.35)
  • 8. Regyptian Strut (3.28)
BELLISSIMO!!!!!!!!!!!!!!!!
ahh, che bella la vita...

lunedì 18 febbraio 2008

Metropolis Orchestra - Frank Zappa Tribute

Una grande serata dedicata a uno dei più grandi compositori e muicisti della storia del rock (e non solo).

Domenica 9 marzo 2008 al Palazzo Granaio a Settimo Milanese !

Ingresso ore 19:00 aperitivo, concerto ore 21:30 : euro 10,00

Ingresso ore 21:30 solo concerto : euro 4,00

lunedì 28 gennaio 2008

Leggere Fa Bene Alla Salute (ma a volte anche no)

Tra gli innumerevoli difetti che ho, ce n'è uno imperdonabile: IO ODIO LEGGERE!
Beh, precisiamo, se riesco a trovare la voglia di iniziare un libro, lo devo finire subito senza essere interrotto, il problema è che raramente ho voglia di leggerne uno, sinceramente preferisco passare ore immerso nella musica, (avete qualcosa in contrario?)
L'unico genere che digerisco è quello musicale (che ovvietà). Tant'è che ogni tanto destino quello che spenderei in pochissimi secondi in vinili, cd,... in un bel libro, magari su qualche bel gruppo, o su qualche genere tra i miei preferiti.

Cosicchè. un po' per deformazione professionale, un po' per via dei miei gusti particolari, la mia Sacra Biblioteca personale, consta di pochi volumi, tra i quali spiccano diveri libri su Frank Zappa, Jaco Pastorius, Art Blakey, Pink Floyd, oltre ai volumi di arrangiamento e armonia, ...

Senza dilungarmi di più su particolari che credo manco vi interessino, vorrei sottoporre alla vostra gentile attenzione tre libri, a me molto cari per diversi motivi e che, chissà potrebbero piacere anche a voi.

Il primo col quale voglio cominciare si intitola "Pink Floyd - Un sogno In Technicolor", di Glenn Povey e Ian Russell, edito da Giunti. Oltre duecento e passa pagine di storia, aneddoti, vita "on the road" e in studio, litigi e addii sul mitico gruppo di Cambridge, dagli esordi, alla scena psichedelica e underground, fino al ritorno di "The Division Bells", passando per l' addio di Syd Barret e Roger Waters.
Tra le altre cose, questo volume, ha attratto in modo malato la mia attenzione, poichè in fondo al libro c'è la sezione dedicata ai concerti, con TUTTE le scalette conosciute dal 1967 al 1994.
Essendo io un maniaco di queste facezie, oltre che collezionista dei loro concerti, non ho potuto non acquistarlo.
Lo dovreste trovare facilmente in tutte le librerie o su internet, se non hanno ritoccato i prezzi, dovrebbe costare intorno ai 18-20 €.

Sempre rimanendo nel Vecchio Mondo, un libro che mi ha letteralmente cambiato la vita è "Progressive e Underground", di Cesare Rizzi, edito da Giunti. Non è probabilmente il best-seller del secolo, ma è sicuramente un' ottima guida nel poco conosciuto mondo della musica progressiva.
Contiene una breve introduzione a questo genere musicale e alle sue caratteristiche, in termini musicali ma non solo, dopodichè passa in rassegna tutti i gruppi principali e anche quelli meno noti della scena europea progressive, con una sezione dedicata al progressive italiano.

Migliaia di recensioni, foto a colori dei dischi e breve storia dei gruppi, rendono questo volume un valido aiuto per gli amanti del genere che volessero ampliare la propria collezione di album.
(Non a caso, grazie a questo, ho potuto conoscere gruppi favolosi, tipo Gong, Soft Machine, Gentle Giant, Magma,...)

Passando oltreoceano, invece, non potevo non mettere uno dei libri più spassosi e sinceri mai esistiti. Sto parlando de "L'Autobiografia di Frank Zappa" scritto in collaborazione con Peter Occhiogrosso, edito dalla Arcana. Scritto cinque anni prima della morte, Zappa rivive la propria vita e opere dalla nascita all'ultimo tour ufficiale senza risparmiare aspre critiche contro tutto e tutti, trattando i temi più gravi e profondi della "sua" America ottusa e bigotta.
Non mancano i momenti esilaranti con aneddoti della vita sulla strada, i cazziatoni ai suoi musicisti, racconti di vita privata, ... il tutto narrato con grande ed ironica modestia.

Un bellissimo libro, vivamente consigliato a chi volesse avvicinarsi alla sua infinita e meravigliosa musica (ma che non avesse mai avuto il coraggio di farlo).


Bene, qui ha termine questa piccola guida alla lettura (da che pulpito!!!).
Le trasmissioni da Kobaia riprenderanno domani

...

forse

lunedì 21 gennaio 2008

Zappa Tribute!!!

Venerdi 25 gennaio, al Barrio's (Mi), zona Barona, serata speciale dedicata a Frank Zappa. Sul palco in prove aperte con jam finale, ci saranno la Metropolis Orchestra (con Sergio Paladino, il tiranno del musical "Violetta") e MN e i Contenuti Speciali. Ore 22. Ingresso Libero

venerdì 30 novembre 2007

Il Disco Della Settimana - Frank Zappa, The Grand Wazoo - 1972

Da oggi inizia un nuovo spazio dedicato alla maniacompulsivadashoppingnatalizio, ovverosia farò delle piccole guide (sulla base dei miei gusti strampalati) all' acquisto, un modo come un altro per aggiornare un blog (già abbastanza pieno di cazzate per cui una in più o in meno non fa differenza) ma anche, chissà, per farvi conoscere qualche artista a voi poco noto, la cui musica è stata di grande importanza nella scena rock, underground e progressiva degli anni '60-'70.

Comincerò con uno dei miei dischi preferiti in assoluto, si intitola "THE GRAND WAZOO", di Frank Zappa (Reprise - 1972)

Uno dei (tanti) suoi dischi poco conosciuti, ma anche uno dei più particolari per la sua produzione. Registrato in un periodo molto strano (era sulla sedia a rotelle a seguito del famoso incidente al Rainbow di Londra), è in realtà un album molto solare e ricco di colori. Dal sound tipicamente zappiano e anni '70 vede la presenza di una (come la chiamava lui) orchestra sinfonica elettrica, formata da alcune Mothers più un nugolo di jazzisti e turnisti affermati. Il disco si apre con For Calvin, una curiosa composizione con microassoli che si sgretolano e sfociano in improvvisazioni collettive fino al tema finale. La title track è una lunga composizione shuffle con diversi passaggi intricati ma che scorre via molto velocemente. Imperdibili sono Cletus Awreetus-Awrightus (fantastica) e Eat That Question con una poderosa ritmica di sostegno guidata da Aynsley Dunbar alla batteria e George Duke alle tastiere più Erroneus al basso. Il brano di chiusura (Blessed Relief) è una dolce ballad strumentale in 3/4 con un solo di chitarra acustica (raro), con la quale si scioglie finalmente la tensione rimasta per tutto
l'album.

Quasi tutti i brani di questo disco vennero suonati con la Grand Wazoo (o anche Hot Rats) Orchestra in un breve tour mondiale di 9 date sconosciuto ai più ma ben noto ai collezionisti e fan sfegatati (come me), con una formazione praticamente identica, ritoccata solo in alcuni nomi.
Il Tour partì il 10 settembre 1972 da Los Angeles, toccando Berlino, Londra, L'Aia, New York e si concluse a Boston il 24. Alla fine la perdita fu "solo" di 2000 $, visto che ne incassò 97.000 e ne costò 99.000.

Dalle ceneri di quell' orchestra, che venne ridotta di unità nacque la Petit Wazoo Orchestra, con alcuni nomi celebri, tra i quali Tom Malone (trombe e tromboni) e Jim Gordon (ex-batterista di Eric Clapton). Il tour seguente fu decisamente più lungo (anche se rimase solo in Usa e Canada) e pensate che FZ non pubblicò MAI alcun materiale tratto da quei concerti (questo vale anche per il Grand Wazoo Tour). Solo l'anno scorso la sua famiglia fece uscire un album ("Imaginary Diseases", già da tempo in lavorazione) che conteneva 6 o 7 brani del repertorio che, tuttavia, vi garantisco non rende merito alla bellezza semisconosciuta di quella band e di quel Tour.
Vi cito solo alcune canzoni riarrangiate per l'occasione: Duke Of Prunes, America Drinks, Cosmik Debris, Montana, I'm Not Satisfied,...

Ah, stavo dimenticando: ma che cos'è il Wazoo? Beh, accattatevi il disco e scoprirete tutta la storia.