Visualizzazione post con etichetta Vita Morte e Moccoli di M. Van Der Fleecken. Mostra tutti i post
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sabato 31 ottobre 2009

La Babele di Asiago

Beh, visto che per le Disavventure Viniliche son tempi magri, ho deciso di annegare i dispiaceri nel cibo. Oltretutto posso abbastanza permettermelo, visto che nell'ultimo anno sono calato di dieci chilozzi, avendo cambiato ciompletamente alimentazione. Indiperciocchè, ogni tanto, uno strappo alle regole posso farlo anzi, in realtà di strappi non ce n'è, visto che cucino sempre con ingredienti ultra naturali.

Vi posto la mia ultima creazione, nata da una ricetta simile che ho trovato tra le note di un amico feisbucchiano, qua con alcune variazioni. L'ho intitolata "La Babele di Asiago", visto che, come tutte le Babeli che si rispettino, anche questa crolla... nel mio pancino, però ^_^

Ingredienti per l'impasto:

300 gr. di farina
50 gr. di burro
75 ml di acqua
due pizzichi di sale.
origano

si taglia il burro a dadini, incorporandolo alla farina leggermente salata, alla quale si aggiunge a poco apoco l'acqua. si impasta fino a formare un panetto omogeneo al quale, durante l'impasto, ho aggiunto un po' di origano, in modo da insaporire direttamente l'impasto. Una volta pronto lo si lascia riposare in frigo per una decina di minuti.

Ingredienti per la decorazione:
- passata di pomodoro, sale e origano (eventualmente pepe)
- verdure (zucchine, carote, sedano, cipolla,porri)
- asiago (quantità a Gian Maria, ovvero a Volonté... vabbè dài una cazzata la dovevo pure scrivere, no?)

Per la decorazione, mettete un po' di passata in un vasetto e aggiungetegli sale e l'origano o i sapori che preferite.
In una padella ho fatto cuocere due zucchine, un porro, tre carote, un pezzo di sedano, un po' di cipolla. il tutto condito con un filo d'olio di riso e del sale. una volta cotte le verdure le ho frullate, in modo da avere due composti separati, uno a base di verdure e uno a base di passata di pomodoro.

Recuperate il panetto, stendetelo bene con il mattarello e andate a riempire delle formine da crostata, preventivamente oliate. adagiate sopra l'impasto, delle striscioline di asiago, unite a piacere una o entrambi i composti (io li ho uniti) quello di verdura e la passata. posizionate sopra le crostate due o tre cubetti a piacere di asiago, a mo' di torrette.

visto che gli ingredienti erano per circa 10 formine e io ne avevo solo 6, tutto il restante impasto l'ho messo in una pirofila guarnita poi nella medesima maniera. con l'aggiunta finale di striscioline di asiago.

infornate per una ventina di minuti a 180°.
e poi,
buon appetito.

venerdì 30 ottobre 2009

Munckaarp in th Dangerous Kitchen

Ah, ve l'ho detto che ho fatto i muffins stamattina? no vero? beh, ve lo dico ora. 15 muffins e mezzo al cioccolato e succo di carote, fatti con pura farina di farro tagliata da gente che se ne intende. tutta roba bio insomma...

Non avevo mai provato a farli. In effetti è veramente molto facile. Una volta mischiati a parte gli ingredienti secchi da quelli liquidi, di incorporano a poco a poco i secondi ai primi, senza amalgamarli troppo, in modo che rimanga un pastone non troppo cremoso, anzi, piuttosto informe e grumoso. beh, insomma, avete capito. poi si mettono negli stampini e si infornano a 180° per circa 20 minuti. Se il forno è già caldo meglio.

Ecco gli ingredienti che ho usato io (bastano per una quindicina di muffins):

1 tazza e mezza di farina di farro bianca
1/2 tazza di cacao in polvere
1 bustina di cremor tartaro
1/4 di tazza zucchero (a seconda dei gusti)
1 tazza e mezza di succo di carote
3 cucchiai di olio di riso
1 tazza e mezza di latte di riso

martedì 20 ottobre 2009

L'Esercito delle 80 Scimmie Impazzite...

... E venne l'ora grama, la più temuta, da tutti. Quella delle animazioni alle elementari; già, perchè pare che abbia iniziato una nuova avventura, di quelle che non sai dove ti porteranno, ammesso che ti portino poi da qualche parte, visto che per rimanere vivi all' agguato di 80 bipedi 6 e 7enni, indifesi ma decisamente ben armati, ci va fisico e resistenza...

E, sinceramente, non pensavo certo di averne. Anzi ero già pronto al massacro con tanto di lascito ereditario a Smog, quale erede universale dei miei beni (cioè un ammasso di cd e dischi e qualche crocchetta, magari). Invece, nonostante mi trovassi in un periodo un po' particolare della mia vita e a tutto pensavo tranne che a un nugolo rutilante di bipedi assortiti alla valà Peppone, mi è servito veramente a risollevarmi, a ritrovare forze sconosciute e a ripartire alla grande.

Non avrei mai detto che un giorno mi sarei trovato in una sperduta scuola elementare di paese a insegnare canzoni e amenità varie a una masnada di bambini esagitati. E invece è andata così. Oltretutto sta andando bene, visto che ormai sono alla terza settimana, ormai completamente autonomo, automunito e auto assistente e me la sto cavando direi bene, per essere un neofita. Anzi, questo esercito di irriducibili casinisti, sta imparando bene tutte le canzoni e, a quanto pare, gli sto pure simpatico, visto che mi riconoscono alla perfezione, mi vengono incontro abbracciandomi e mi lasciano pure i loro disegni!!! chi l'avrebbe detto, eh? già. io no di certo. ma tant'è ...

E così, mi ritrovo qua, ad aggiornare il blog dopo tempo immemore e vi posto pure uno a caso tra i disegni che continuano a regalarmi ogni volta. E dire che una volta anche io ero così... (certo, ero più biondo e più carino di loro, però pur sempre un bipede rutilante ero... like a Biped Stone!)

sabato 15 agosto 2009

Anche la Moquette Cammina - Gli Esperimenti Scientifici di Munckaarp Vanderfleecken

Oggi, 15 agosto 2009, a distanza di quasi un anno, ha fine uno degli esperimenti scientifici più importanti dell'umanità: è finalmente stato appurato che le moquettes camminano.

No, non sono pazzo... ora vi spiego.

Come sapete ormai bene, al terzo piano di casa nostra alberga Scintilla, il nipote di Ambra. Ovviamente non in estate anche perchè, va bene durante l'anno ma, almeno per tre mesi, non lo voglio nè vedere nè sentire (scherzo, ovviamente)... bravo eh, però un minimo di libertà ogni tanto ci vuole.
Comunque, quando è venuto a stare da noi, abbiamo deciso di dargli una decente sistemazione, benchè ci fosse già a disposizione il rustico dove teniamo solitamente la legna. Ma, impietositi dall'eventualità di lasciarlo al freddo e al gelo del rustico, abbiamo deciso di mettere a posto per bene una delle stanze al terzo piano cosicchè, nel giro di pochi giorni, quella stanza è stata completamente trasformata, ripulita, riverniciata da cima a fondo e ora, è una accogliente stanza per gli ospiti.

C'erano da smaltire però tutti i detriti e rifiuti, soprattutto bisognava liberarsi di un'ingombrante moquette grigio-topo ormai inutilizzabile, ma era molto grande e non si poteva certo mettere in un sacco, nè tantomeno buttare per strada.
Sarebbe stato sufficiente telefonare a quelli del Comune dicendo di passare un giorno davanti a casa e loro l'avrebbero presa in consegna e smaltita poi in seguito. E' questo un servizio completamente gratuito (telefonata a parte) e molto comodo, specie quando si è in periodo di ristrutturazioni.

Ma sarebbe stato troppo semplice. In più, il mio viscerale odio per il telefono, ha fatto sì che mi balenasse in testa un'idea molto più interessante e diabolica. Avevo cioè scientificamente deciso e scommesso con Ambra, che ero sicuro che prima o poi, qualcuno ce l'avrebbe portata via comunque e la mia annosa esperienza in fatto di oggetti abbandonati mi dava ragione in tal senso.
Infatti, tutte le volte che volevamo liberarci di qualche oggetto ingombrante e l'avevamo volutamente lasciato davanti al rustico o vicino ai nostri cassonetti dell'immondizia, in balìa di chiunque, tempo qualche giorno al massimo e l'oggetto spariva "misteriosamente"

Tanto che ho cominciato a chiedermi chi fosse il pazzo che si portava via biciclette senza ruote, mobili orripilanti magari senza cassetti... evidentemente c'è un mercato fiorente.
Così, anche la moquette (che vi ricordo, NON era in materiale sintetico e inerte agli agenti atmosferici) è stata accuratamente depositata in bella mostra, davanti al rustico, in attesa di essere portata via da qualcuno.
Ma, evidentemente, anche per le moquette è un periodo di crisi e, infatti, i giorni cominciavano a passare l'uno dietro l'altro ma non un cane che se la portasse via. Oltre ai giorni, cominciavano a passare anche le stagioni e così la povera moquette somatizzava su se stessa, l'accanirsi degli eventi atmosferici più disparati, pioggia, sole, vento, pioggia, sole, neve, neve, sole, neve, pioggia, oltre ai naturali eventi biologici che è meglio vi risparmi...
Fortunatamente, devo dire che non puzzava assolutamente, quindi non ci sono stati problemi batteriologici, che ovviamente avrebbero posto fine anticipatamente al mio esperimento, già piuttosto a rischio visto che man mano che passavano i giorni, aumentavano gli insulti e le bestemmie di Ambra, che cominciava a dare segni di insofferenza per l'ingombrante presenza pelosa davanti al rustico.

Passano i mesi, e comincio a pensare che dovrò necessariamente telefonare al Comune perchè venga prendersela, anche perchè comunque, quelli del Comune, fanno sempre un giro in maniera autonoma, anche se non li chiami. Però notavo con tristezza, che la moquette (che ormai non era neanche più grgia) rimaneva lì sola, abbandonata, senza che nessuno se ne prendesse cura, magari impietosito dalle sue condizioni sempre più disperate.

Ma la storia insegna che la scienza non ha mai guardato in faccia nessuno e che bisogna avere fiducia. E così, rinfrancatomi da solo, ho deciso che avrei aspettato ancora un po', nella speranza (in cuor mio mai doma) che sicuramente prima o poi avrei avuto la meglio su tutto e tutti.
E difatti, la ma folle speranza è stata ripagata ampiamente: ieri pomeriggio, uscendo di casa insieme ad Ambra, nonostante il caldo e il sole acciecante, ci siamo accorti che mancava qualcosa intorno a noi... eppure la casa c'era ancora, il rustico pure, le piante idem... cosa mancava allora? Guardandoci intorno con aria incredula, ci accorgiamo che non c'è più la moquette! Qualcuno se l'era portata via (facendomi risparmiare una telefonata al Comune)!!!

Ero quasi commosso dalla gioia. Il mio esperimento era perfettamente riuscito, certo, con un lieve ritardo forse, ma era riuscito! Ancora una volta la scienza ha trionfato sugli scettici. Avevo vinto la mia scommessa al che, non ho potuto esimermi dal rivolgermi ad Ambra con il tono da trionfatore borioso e truffaldino, cercando di evitare i suoi ganci, mentre le dicevo:" eh? hai visto?avevo ragione io! hahahahahahah!"

La scienza ha trionfato per l'ennesima volta! BUAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

martedì 11 agosto 2009

Alla fine, ci vado sempre di mezzo io... (I Sogni di Munckaarp Van Der Fleecken - IV° Parte)

Approfitto della tranquillità temporanea degli esseri umani, molti dei quali ancora tra le calde braccia di Morfeo, per aggiornare il blog, ultimamente un po' abbandonato al suo destino, con un sogno fresco fresco di qualche minuto fa.... e come al solito, un po' strano.

Dunque, è diviso in due parti, ma è sempre lo stesso sogno, solo che c'è una parte centrale che non ricordo.
Nella prima, mi trovo, insieme ad alcuni amici, all'interno di un'enorme casa/ristorante, che è gestita da me insieme a un amico (un noto sassofonista, nonchè amico di fresca data) e un altro che non ricordo chi sia. Ci troviamo in uno dei tavoli, quello solitamente utilizzato dai soci; è un tavolo molto grande, in formica, rotondo e di color verde mela, dal piano molto spesso e le gambe acciaio. Sì, lo ammetto, come tavolo fa cagare, ma abbiate pazienza, è un sogno (nel senso che sto sognando, non che ne desideri uno fatto così).
Comunque. Oltre a me c'è Ambra e alcuni amici, che si trovano lì a fare colazione, perchè è una casa/ristorante, ma nel sogno è mattina.
Si sta parlando di tante cose, progetti, problemi, ma l'atmosfera e molto tranquilla.
Io, ho molto sonno, ma mi sto svegliando, tuttavia, sto ancora sonnecchiando e sono seduto su una sedia sdraio, ma molto alta e, soprttutto, completamente girata sotto sopra, cioè sto praticamente dormicchiando a testa in giù. E il mio socio, è preoccupato dalla cosa, tanto che mi spedisce un messaggio dove mi dice (parole testuali anzi, scritto testuale) "ti vedo giù e sono giù, ti vedo su e son più tranuillo".... state tranquilli, non è omosessuale, è solo un po' preoccupato, infatti, stiracchiandomi stancamente, mi capovolgo, quasi come facessi il movimento di un addominale, e mi riporto al tavolo con gli altri.
Le conversazioni sono le più diverse, quella che mi ricordo è che i fornelletti della cucina, sono disposti male, soprattutto uno dei fuochi, quello in alto a destra, non funziona bene, perchè era stato da poco lavato e risistemato con poca cura, per cui le fiammelle uscivano a stento. Altra cosa che ricordo, è che c'era la musica dal vivo (nonostante fosse mattina presto) e che a un certo punto io e il mio socio ci dividiamo un piatto di ossobuchi, con l'ultima pagnotta rimasta.

Poi di questa parte di sogno, non ricordo nulla, anche se so per certo che era ancora lungo, era una parte fatta di molti discorsi ma, ahimè, cancellata per sempre dalla mia ram. Tra l'altro non mi sono svegliato lì, anzi riprendo dopo un po' a sognare.

E ci ritroviamo nel mezzo delle strade cittadine di Genova. Nella mia auto ci sono sempre Ambra, il mio socio con la fidanzata e c'è anche il Solani (il mio insegnante di musica... beh, l'avevo citato molto tempo fa in altri post, a proposito della verdura dimenticata in macchina...).
Non so perchè siano con me cioè, so che li sto portando in Francia, ma non chiedetemi perchè.
Comunque. Ci troviamo in pieno centro e tutto sommato, non c'è un gran traffico; dobbiamo raggiungere l'autostrada e intanto si chiacchiera normalmente. A un certo punto l'attenzione di tutti si sposta sulla destra dove, in uno spiazzo, c'è un container, completamente aperto sui quattro lati, contenente un trattore pieno di legna, solo che la legna lo riempie in maniera incredibile, traboccando dal container e addirittura sparpagliandosi in giro.
Alllora, a questo punto inizia un dialogo tra me e Stefano, che diche più o meno così:

S. - no!no! ma allora mi devi aiutare! non possiamo andare avanti così. Guarda che squallore! Possiamo fare un sacco di cose, noi. Poi quando suoni, comunque suoni benissimo, no?

G (io) - (con un'aria un po' imbarazzata) - mah... Stefano, lo sai che non suono quasi mai... sì, beh, se faccio le mie cose ...

Intanto, ci immettiamo in un grosso viale, piuttosto trafficato. Per raggiungere l'autostrada, devo svoltare ma, causa dei lavori in corso, siamo costretti a fare una deviazione, che ci allunga la strada di qualche centinaio di metri poi, a un certo punto veniamo obbligati a fare un'altra deviazione, praticamente facendo un'inversione a U in quello stesso viale, come del resto stavano facendo tutti, per poi svoltare verso l'autostrada.
Solo che, dopo pochissimi metri, vediamo molti cartelli per lavori e, sul centro della carreggiata, una marea di detriti, ciottoli, più o meno tutti della stessa grandezza e di color biancastro/grigio, con gli angoli molto aguzzi.
A quanto pare, stanno demolendo alcuni edifici della zona, per cui deviano il traffico. Non sarebbe nulla di strano senonchè, ci costringono a passare (e come noi molti altri) proprio vicinissimo anzi, quasi sotto, gli stessi edifici che stanno buttando giù.

Io, essendo comunque estate, ho il finestrino giù ma per cautela, lo alzo tenendolo aperto solo per qualche centimentro. Proprio mentre stiamo passando noi (ovviamente), arriva giù un'altra quantità incredibile di detriti, che colpiscono anche la macchina, ma quello è il problema minore, perchè un grosso quantitativo di pietre miste a ghiaia, terra, erba e altro, entra in macchina ricoprendoci parecchio, soprattutto me, che vengo travolto da un ammasso di detriti, giù per la schiena e anche in faccia. Non mi fa molto male, però un bel po' di dolore al naso, soprattuto, lo sento, tanto che non riesco più a guidare e, nonostante andassi piano, rischiamo di finire fuori strada.
Fortunatamente, essendo comunque vigile, con un occhio riesco a capire dove andare e, prima di finire contro un'altra casa mi fermo.
Di colpo, tolta la terra di dosso, ci troviamo in una piazza, rettangolare, non molto ampia. I biellesi la potrebbero visualizzare come Piazza Cisterna, su al Piazzo. E' molto simile, forse un po' più larga.
Fatto sta che, una volta tolti i detriti usciamo dalla macchina e ci guardiamo intorno. Le case che si affacciavano sul piazzale, avevano tutte dei balconi, pieni di gente che ci osservava.
Io ero incazzato nero per l'accaduto e non so perchè, ce l'avevo coi francesi. (probabilmente perchè nel sogno, eravamo sì a Genova ma contemporaneamente anche a Ventimiglia, ancora in Italia, ma già con parecchi abitanti francesi).
Improvvisamente la gente sui balconi si anima, in maniera evidente e, proprio gli abitanti francesi, visibili perchè vestiti di blu, cominciano ad agitarsi contro gli italiani, presi invece un po' alla sprovvista, con gesti piuttosto chiari, addirittura cominciano ad arrampicarsi sui balconi per andare a massacrarli.
La situazione degenra molto velocemente, tanto che mi rendo conto che dobbiamo uscire subito da quella piazza, prima che sia troppo tardi e ci dirigiamo velocemente verso il confine, quasi come fosse troppo tardi per tornare indietro, pur con il dubbio però di essere non molto bene accetti una volta passata la dogana.

e poi mi sveglio...

mercoledì 8 luglio 2009

Pooh? Semmai khrlhlrhrlhr (Onomatopea dello Scaracchio) - Eventi Nefasti

Questo post è dedicato all'amica Francesca.

Ci sono eventi, specie quelli traumatici, che il nostro cervello riesce fin da subito, a rimuovere totalmente dalla nostra memoria, per evitarci probabilmente dolori e tristezze continue.
E per questo lo ringrazio (il cervello). Tuttavia, altre volte, accadimenti che eri riuscito quasi del tutto a cancellare per sempre, vengono riportati alla luce da persone, che magari hanno pure partecipato con te a quell' evento e che, a distanza di anni rivedi con molto piacere e ti fanno sorridere ricordandoti appunto eventi nefasti che speravi di aver rimosso con una bella formattazione del cervello, ahimè non riuscita.

Ah già... chi è Francesca? beh, è una cara amica che conosco da circa 9-10 anni, dai tempi della gloriosa e assurda BJB, una band jazz (dire "jazz" è un eufemismo, visto che facevamo allegramente cagare) nella quale ho mosso i miei primi passi incerti da artista e, che ogni tanto usciva con noi e che era riuscita nel tempo a resistere al fascino del musicista bello e dannato (perchè all'epoca ero bello, beh un po' come adesso... dannato lo sono dalla nascita più o meno), nonostante alcuni miei, a dire il vero timidi e leggeri assalti.
Poi mi ha ritrovato, in questi giorni,su facebook e sono stato molto contento di risentirla, cosicchè, chattando un po' è ritornato alla mente un capodanno che abbiamo passato tutti insieme e che ha avuto però un increscioso retroscena, cioè proprio quello che speravo di aver rimosso.

Già, perchè c'è stato un tempo, molto lontano e fortunatamente molto breve, in cui sono incappato accidentalmente nei Pooh... sì sì, avete capito bene, proprio il nefasto quartetto dalla cui unione sodomita oggi ci ritroviamo il Facchinetti Junior a imbrattare le strade con strani slogan senza senso ("bella di padella" ?!?!?! cazzo vuol dire bella di padella?!?!?!?!? vende pentole antiaderenti? boh...)
Ok ok, state tranquilli, io i Pooh mica volevo vederli, eh... anzi, l'avessi saputo prima avrei evitato di trovarmeli davanti... sì, no, lo so che sono molto amati in Italia, ma io da quel lato lì non mi sento italiano, non mi piacciono proprio.... c'è pure chi li reputa un gruppo prog (solo perchè han fatto Parsifal), sì ma vogliamo confrontarli con gli Area, col Banco, le Orme? no vero? i Pooh son poi quelli di "Piccola Checca" e altre hit del genere, la loro parentesi prog, dura lo spazio di uno sputo... da lì, appunto Pooh...

Vabbè, ma andiamo con ordine...

Il fattaccio risale appunto al 1999 o forse 2000, quando mi aggregai all'amico Cichin (batterista della BJB) per andare a passare il capodanno con altri amici (e anche Francesca, appunto) in Liguria, giusto un paio di giorni, a casa di una amica che ci aspettava là.
Partiamo il 31 dicembre intorno alle 15, per ritrovarci imbottigliati inevitabilmente nel traffico genovese, dal quale riusciamo a riemergere solo verso sera. La casa era a Borghetto Sotto Spirito. Posati armi e bagagli, dopo una leggera cena (che tra l'altro non ricordo nemmeno di aver fatto), decidiamo di andare a San Remo per la notte di San Silvestro. Ma la città dei fiori e dell'inutile Festival, non è che sia proprio dietro l'angolo, c'è un bel pezzo di strada da fare, fatto sta che ci arriviamo, trovando pure un insperato parcheggio, intorno alle 23 e 50 circa.
Praticamente giusto il tempo di venire bombardati dai petardi e dai botti che i criminali abitanti lanciavano dai balconi giù in strada. C'era pure chi, i botti, li lanciava da terra ad altezza uomo, manco i Viet-Kong erano soliti accogliere così calorosamente gli stranieri!

Fatto sta che, inevitabilmente, la festa per il nuovo anno ci travolge e veniamo guidati da una marea umana in transumanza, verso la spiaggia. Tra me e me penso "ma la Mecca, è in spiaggia?" no perchè sembrava di assistere ad un pellegrinaggio di migliaia e migliaia (ma cosa dico migliaia??? migliaia!!!) di persone verso un luogo ben preciso.
A noi non è che fregasse nulla, era bello passare il capodanno insieme, andava bene tutto... beh, non proprio tutto, eh... a me, personalmente sarebbe bastato evitare un concertone di liscio o di qualche inutile autorità della canzone italiana, tipo AlBagno, Toto Cutugno,... insomma tutta quella gentaglia lì...
Comunque, dopo un po' la marea transumante si ferma... che succede? un semaforo rosso? arrivano gli alieni a prenderci?

no....

peggio....

dei grossi fari posati lungo la spiaggia (tipo quelli delle prigioni di massima sicurezza) abbagliano il triste cielo sanremese, girando qua e là e oscurando le povere stelle che facevano capolino sulle nostre teste.
C'è uno strano silenzio, la folla mantiene un brusìo di sottofondo molto lieve, come se non volesse farci (e farmi) sentire e scoprire quello che mi aspettava.
Ad un certo punto, la spiaggia si apre in due, più o meno come quando quel biondo, tanti anni fa aveva diviso le acque... una voragine immensa si presenta davanti ai nostri occhi... "ma che è 'sta roba?!?!?" mi domando. "la fine del mondo?!?!?"

no...

peggio...

con un sistema di carrucole e traini mossi da povere mucche rubate a un mandriano, un enorme palco, comincia ad apparirci davanti tra lo stupore generale (tranne il mio, io ero più interessato alle gnocche che c'erano lì). Nel giro di un minuto al massimo, un enorme palco futurista si compone e con un altro sistema di carrucole, questa volta azionato da ignari schiavi egizi scampati all'ira di Cleopatra, arrivano quattro tizi, di bianco vestiti, pure nei capelli, vista l'età... addirittura, la postazione del batterista, era scesa dall'alto, dalle nuvole, forse si era fatto dare un passaggio da un elicottero di stato (visto che va di moda, oggi) o magari dallo stesso biondino che divideva le acque e le folle stesse...
Indovinate chi erano? i Pooh, appunto (per quei pochi fortunati che non li conoscessero, "Pooh" si legge prima creando del catarro in gola, poi lo si espelle appunto sputazzandolo dove si vuole, con il rumore onomatopeico Pooh, appunto)

Mentre la folla in delirio comincia a strapparsi i capelli dalla gioia, lo sconforto (e il catarro) mi avvolgono in una triste solitudine, nella quale cerco di isolarmi, invocando Dio (perchè all'epoca ero più o meno ancora cattolico, ma stavo già smettendo, eh...) perchè li facesse sparire, magari con un meteorite, giusto per non farli soffrire più di tanto.
E invece no. Le mie richieste rimangono inascoltate, non solo! essendo un "concertone" speciale, vista l'occasione, si parte subito con i pezzi dannata (scritto volutamente senza apostrofo), "Piccola Checca" coinvolge tutto il pubblico in un coro di alpini ubriachi con tanto di "Tapum-Tapum"... Fortunatamente il mio "Format C:" funziona, per cui, grazie anche all'abbondante uso di alcool, riesco totalmente a dimenticare gli altri pezzi, anche perchè in realtà, lì ci rimaniamo ben poco, visto che con un' occhiataccia infernale, guardo l'amico Cichin e gli faccio capire che se non ce ne andiamo da lì entro due secondi, faccio uno sterminio di massa, partendo magari proprio dai quattro sventurati pensionati che, sul palco facevano ballare pure le dentiere.

Dopo un po' il fastidioso rumore delle loro "canzoni" si allontana sempre più, fino a rimanere un vago, seppur inquietante, ricordo, mentre noi dirigiamo le nostre terga altrove, in altre zone della città. E così, a nottata finita, dopo una domenica (era il primo gennaio) passata a disintossicarci nella zona di Bussana Vecchia, la nostra vacanza ha termine e facciamo ritorno verso casa.

Ehhh... già, e così non mi sono fatto mancare neanche i Pooh... che culo eh? vabbè dài, un'aspirina, una lobotomia e passa tutto... massì, in fondo ci siamo divertiti, va...

Grazie, Fra
;-)

martedì 7 luglio 2009

I LOVE RADIO ROCK! (punto e basta!)

AVVISO IMPORTANTE: QUESTO POST RISULTERA' ANTIPATICO, ARROGANTE, PRESUNTUOSO, NON RICHIESTO E NON PIACERA' A MOLTI DI VOI, CHE POTREBBERO SENTIRSI ANCHE OFFESI A LIVELLO PERSONALE DAL MIO TESTO. SE SARA' COSI', MI SPIACE, PEGGIO PER VOI. IO VI HO AVVISATO.

Mi piace molto aggiornare il blog, anche a caldo, di getto, se posso, non appena mi capita o vedo qualcosa che mi colpisce in maniera particolare. E stasera è la volta di I Love Radio Rock, il film sulle radio pirata inglesi degli anni '60.
Ovviamente non lo racconterò, nè vi elencherò le numerosi canzoni che compongono la ricca colonna sonora. Volevo solo condividere lo strano effetto che mi ha fatto vedere un film con così tanta musica che conoscevo (e conosco) benissimo, pur non avendo certo vissuto quel periodo nemmeno di striscio, ma è come se una parte di me fosse ancorata lì e a quella musica.
Ed in effetti lo è, visto che ascolto solo "robe vecchie" direbbe magari qualcuno, ma non ci posso fare nulla, quello è il mio soundtrack, che mi porto appresso ovunque vada.
Ognuno di noi ha nell'anima una propria colonna sonora, e quella è la mia (ovviamente aggiungendovi tutto quello che adoro e che in quel film non c'era, ma questo va al di là del film, è un qualcosa che appartiene ad ognuno di noi).
Beh... certo che se la vostra colonna sonora è fatta solo dal tipo che si chiama Alessio ma il suo vero nome è Gigi, da Tizzy Iron, da quella che fa piccole Pause in solitudine o dagli "Amici" della DeFibrilli, vabbè, condoglianze, siete veramente messi male... non so se sia possibile recuperarvi... mah, magari sì, ma ci vorrebbe una lobotomia di quelle pesanti.
Per carità, bravi 'sti qua eh, ma non osate neanche metterli sullo stesso piano di Hendrix, Grateful Dead, Kinks, Jefferson Airplane, Byrds, Who, Bob Dylan, Aretha Franklin, James Brown, Van Morrison e NON CITO VOLUTAMENTE nè il PROG, nè il JAZZ, nè ZAPPA perchè sarebbe troppo facile...

Devo andare avanti con l'elenco e massacrarvi del tutto? no vero?

Ok, sono un estremista (musicalmente parlando, anche se in realtà ascolto di tutto), volutamente polemico e di parte. Ho sempre cercato di mantenere equilibrato il blog, senza mai volere che qualcuno si offenda per quello che dico. Ma, visto che i gusti di ognuno sono sacrosanti, e quindi lo sono anche i miei e questo blog è mio, e parliamo di musica, non posso non dire quello che penso in tutta libertà... se non vi piace, nessuno vi obbliga a leggerlo. Piuttosto, chiudete e andate a fare i casting per il Grande Frittello.

La verità (e qui voglio essere arrogante a tutto spiano) è che là, in mezzo agli artisti citati e a moltissi altri sempre lì, c'era e c'è VITA... certo, ci sono anche realtà odierne che meritano assolutamente tutta la considerazione possibile, ma sono poche mosche bianche in un marasma piatto, uguale, senza nerbo, senza idee.
Anche allora c'erano case discografiche o produttori idioti che imponevano assurde linee da seguire per i musicisti, però era comunque diverso. Anche musicisti estremi, seppur totalmente fuori dagli schemi commerciali (ne cito due "a caso", Zappa ed Henry Cow), potevano creare e sviluppare le propria musica e cercare di viverci pure. Ogni gruppo tentava comunue di dare una propria impronta, un proprio sound al proprio lavoro...
I classici bacchettoni bigotti obietteranno: ehh ma sai, però, certo che erano a volte stonati, poi sai io è 40 anni che suono, sai...
è vero, non erano perfetti, ma avevano qualcosa da dire. e minchia, se ne avevano!
Non era possibile confondere i Beatles con i Turtles, gli Yes con i Genesis, i Jefferson Airplane con i Quicksilver... perchè erano fottutamente diversi gli uni dagli altri e dannatamente bravi.
oggi tutti questi confini non ci sono quasi più, il tutto in nome del dio Denaro, per il quale non importa che musica tu faccia nè tantomeno, come la faccia, l'importante è che si venda... e se non si vende la si pompa fino a quando tutti la comprano, solo perchè sono incapaci di giudicare con la propria testa, perchè ormai privati della possibilità di sviluppare un proprio senso critico.

Non siete d'accordo con me? non m'importa. là c'è vita. e a me piace la vita. Io vado là e ci rimango. passerò per antiquato? che mi frega, tanto vado pure a vedere i concerti oggi, non resto fermo certo in un'epoca.
Non credete a tutto quello che ho scritto? andatevi ad ascoltare un po' di quella musica... tanto male non vi fa... andate a vedervi quel film che sono sicuramente soldi ben spesi.
Cosa ho detto? "spesi" ??? ho sbagliato, quello è un investimento, per la tutela delle vostre orecchie e del vostro cervello, sempre che ci teniate.

(ovviamente è un consiglio che rivolgo soprattutto a quei tamarri che passano sotto casa mia col volume a palla, sparandomi nel "mio" spazio arereo le amene ed "immancabili" hit di Gigi D'Alessio e compagnia bella)
Oh, sia ben chiaro, bravo, neh... ma mi ha veramente spappolato i coglioni....

sabato 27 giugno 2009

Io e William Parker (dubbi e considerazioni sull'abbigliamento nel free-jazz e dintorni)

Ieri sera ho potuto assistere alla serata piovosa dello spettacolo dei 20 artisti (per lo più giovani ed innocenti ragazzi, a parte un paio di "delinquenti" che ben conoscevo) guidati dal contrabbassista William Parker nella serata conclusiva del workshop tenuto qua da noi questa settimana.

Non mi dilungherò molto sullo spettacolo in sè, visto che, avendo raggruppato ragazzi provenienti da diversi generi musicali, chi con conoscenze tecniche e musicali avanzate e chi no, il nostro amico WP, ha probabilmente cercato di trasmettere in maniera molto semplice l'aspetto sociale della musica, quello del suonare insieme, imparando ad ascoltarsi e ad ascoltare gli altri, utilizzando strutture piuttosto semplici, a volte decisamente orecchiabili, in modo da poter far suonare tutti insieme senza grossi problemi.

Finito lo spettacolo, Mr. Parker (che è un importante esponente della scena free newyorkese), viene diretto verso il Jazz Club di Biella per concludere la serata in musica, per farlo esibire in un breve set da solo col suo contrabbasso.
Segue, all'interno del locale, una sua lunghetta introduzione sul come e perchè abbia iniziato a suonare il contrabbasso, raccontata un po' all'americana, cioè usando diverse metafore a metà tra l'hippie e il filosofico/mistico, probabilmente condendola anche con un po' con altre immagini, certo molto evocative ma anche un po' noiose, dopodichè inizia il suo breve set in solitario, non prima di aver annunciato che il primo brano che avrebbe suonato era una sua composizione del 1972.

E inizia a suonare....

Oh, state tranquilli, non era un cane, eh... suonava eccome. Il problema è che, trattandosi di free-jazz, ovvero musica totalmente improvvisata, sai quando inizia, ma non sai quando finisce, nè tantomeno cosa può succedere durante. E non aspettarti certo troppi appigli (riff, vaghe melodie orecchiabili,...), perchè è free-jazz di quello vero.
Fatto sta che i minuti passano.... 5, 10, 20, 35 .... mentre WP continua imperterrito a sviolinare il suo contrabbasso, comincio a chiedermi: "non è che il pezzo è del 1972 e dura trentasette anni? no, perchè non finisce più, cazzo!!!"

Ora, chi mi conosce sa che sono solito ascoltare le cose più assurde, robe che hanno durate ben superiori all'improvisazione (intitolata tra l'altro "Cathedral of Light") del nostro amico, ma ascoltare un contrabbassista solo, che fa del free-jazz estremamente esasperato all'inverosimile e non smette di suonare mai, dopo che aveva fatto un'introduzione lunga come la Quaresima, mette a dura prova anche i più resistenti.
Il bello è che il pezzo non era poi male. Oddio, era più che altro un continuo, incessante uso di soli armonici, suonati ovunque sulla tastiera del contrabbasso e nelle posizioni più assurde.
Per carità, bravo eh, però c'è stato un momento nel quale non ce la facevo più, volevo che si fermasse, volevo quasi sparargli o pregarlo in ginocchio perchè la smettesse, mentre intorno a me, tutti gli altri (non ho mai visto a Biella così tanti appassionati di free-jazz in delirio come ieri, e sono tutt'ora convinto che fossero in estasi solo per il suo vestito, del quale tra l'altro non ho ancora parlato), continuavano a muovere il capo su e giù, con fare sicuro, quasi riuscissero a sentire un bel ritmo in 4/4, che ovviamente non c'era per nulla, godendo come dei forsennati solo perchè faceva armonici con ogni parte del corpo, ci mancava solo li facesse con i peli del culo...

Insomma, dopo forse un'ora la sua stramaledetta Cathedral Of Light, terminava con uno scroscio di applausi che mi ha ridestato dal torpore profondo, mentre asciugandomi velocemente la bavetta applaudivo annuendo, con la tipica faccia orgogliosa di quello che dice "ehhh, io c'ero!!"

Seguono poi due FORTUNATAMENTE brevi improvvisazioni molto più tradizionali, sempre free, ma decisamente più ortodosse. In realtà erano due walking blues in 3/4 piuttosto ripetitivi e monotoni, con il quale l'amico W.Parker pone fine al suo "breve set" biellese, chiamando a raccolta i numerosi allievi del workshop, per una mega jam finale.
E anche qua un' altra sorpresa. Sapendo che i ragazzi che salivano sul palco a grappoli per suonare con lui, a parte un paio, non avevano una gran dimestichezza col jazz, figuriamoci col free-jazz, ho pensato: "beh, è un contrabbassista di gran esperienza, sa come funzionano le cose, sa come vanno le jam... li coinvolgerà sicuramente in un blues chilometrico che durerà tutta la notte, tanto il blues tutti lo possono (e lo devono) suonare, ed è comunque sempre una bella palestra."
E invece no. Ripercorrendo il solco tracciato dalla sua ormai celeberrima Cathedral Of Light (ecchedduballe...), inizia ad improvvisare liberamente aspettando che i ragazzi lo seguano a ruota.Ma ahimè, com'era piuttosto inevitabile, i ragazzi si lanciano senza paracadute, ognuno un po' per i cazzi suoi, senza minimamente ascoltare cosa facesse l'altro... insomma, la jam si trasforma in un gran bordello d'altri tempi.
Vabbè, sono comunque esperienze da fare, tuttavia, considerando che erano le tre di notte, il volume superarava ampiamente i 78 db (hahahah, non ho usato i 78 db a caso, ovviamente) e che il mio cervello era stato ampiamente devastato dalla Cattedrale di Luce, ce ne siamo andati a nanna, alzando i tacchi velocemente, come del resto stavano facendo già in molti.

P.S. ho dimenticato di parlarvi del vestito. purtroppo non ho foto da mostrarvi, ma immaginatevi un bel completino MOLTO sgargiante, di quelli che nemmeno i tedeschi in vacanza osano mettere (e il termine "MOLTO sgargiante" vuol dire proprio MOLTO MA MOLTO), con motivi magari disegnati da un fan di Escher dopo un'overdose di LSD, poi immaginatevi pure un bel cappellino ad hoc, e andate in giro mettendo in ogni frase un "yeah, man!" oppure un "hey, you know".... ecco, ora potete dire di essere dei veri improvvisatori di free-jazz americani.

Insomma, la morale è questa: io non amo il free-jazz (è questo lo si era capito), anche se ho potuto apprezzare diversi concerti di questo genere, tenuti da altri artisti, che mi hanno saputo trasmettere veramente grandi emozioni.

Tuttavia, ho notato che:
se uno si veste in maniera stravagante (e WP decisamente lo era), magari è straniero (che fa sempre figo), racconta di come si suona utilizzando fantasiose immagini (tipicamente americane, e nel tipico slang americano) quali alci, indiani, grotte buie, cime tempestose, insegnanti sciamani, e amenità simili, riesce ad ipnotizzare la platea che, dapprima lo deride ironicamente per il vestito che indossa, poi cade letteralmente ai suoi piedi.
Qualsiasi cosa lui dica, per loro è bella e fa ridere (anche se pochi capiscono l'inglese) e, automaticamente, lui guadagna un bonus, che gli dà il diritto e la tranquillità di eseguire qualsiasi cosa gli passi per la testa perchè sa che tanto, essendo improvvisata, nessuno potrà poi reclamare per non aver sentito standard, l'importante è suonarla bene, non importa cosa, importa come.

La mia vuole essere ovviamente una provocazione, so benissimo, cosa c'è dietro il free-jazz, conosco diversi musicisti che praticano l'improvvisazione libera in maniera totale e mi hanno abbondantemente spiegato parecchie cose in proposito, è che a volte, non capisci se quelli che hai di fronte ci sono o ci fanno, cioè se si trincerano volutamente dietro un alone di borioso carisma per poter suonare il cazzo che gli pare, come gli pare e se, la cosa ti è piacuta ok, ma se non ti ha trasmesso un bel cazzo di niente, si giustificano con le classiche frasi: ehhh, ma questo è free, devi aprirti, devi liberarti....

oh, io se volete apro le gabbie e libero i cani, eh... basta chiedere.

giovedì 18 giugno 2009

Le Curiose Abitudini Notturne di Ambra

Voi ci credete nella sfiga e cose simili? Io, no. Secondo me ognuno è artefice del proprio destino; però dopo stanotte ho avuto, seppur per pochi momenti, qualche dubbio.

Se avete letto il post precedente, avrete visto che ho chiaramente scritto che Ambra ormai non sviene più, tra l'altro neanche quando va a fare il prelievo del sangue, cosa che invece, in passato, era abbastanza normale.
Non l'avessi mai detto...

Ieri sera torno a casa verso mezzanotte, dopo una prova con il trio Rouge Et Noir (per i più confidenti, rinominato da me, Trio Bollengo, visto che esegue suite del compositore francese Bolling e che mi aveva commissionato dei brani apposta per loro).
Comunque, arrivo a casa, saluto Ambra e mi metto al pc, intanto per mettere a posto alcune partiture, poi aspettavo una telefonata (che, tra l'altro non è arrivata...)
Dopo un po' sento che Ambra se ne va in bagno per espletare alcune classiche funzioni rettali molto odorose, per le quali è consigliabile girare al largo; dopo poco però, la sento invocare stranamente il mio nome in maniera un po' sofferente, per cui mi precipito in bagno e, invece di trovarla nella classica posizione defecatoria, me la ritrovo sdraiata per terra, seppur ancora cosciente...
in una frazione di secondo penso: "beh... strano modo di cagare, hai..."

Poi vedo la sbirulite agli occhi di chi sta per svenire e difatti, ciao ciao Ambra.
Come ho già detto nel post precedente, non è che mi preoccupi in sè l'accaduto, però nel cuore della notte, da solo in casa, e col gatto che miagola perchè, tanto per cambiare, ha fame, non ero proprio tranquillissimo.
Ci metto un po' a farla rinvenire, però ce la faccio, ovviamente senza riuscire ad evitare che lei si metta strillare come fa tutte le volte che si riprende.
Non abbiamo ancora capito perchè lei urli, forse perchè non respira, ma in realtà non lo sa nemmeno lei. (forse è solo pazza, hahahahah)
Però i vicini di casa sono stati veramente gentili, infatti hanno accuratamente evitato di chiamare la polizia, nonostante le urla facilmente audibili, nel silenzio della notte.
Ormai però avevo perso il sonno e comunque preferivo vegliare su Ambra, che dopo un bel po' è riuscita a tornare a letto. Non era poi niente di grave, solo un calo di pressione, però magari un controllino lo faremo lo stesso.
(Anche se la cosa mi turba, visto che anni fa, dopo un prelievo del sangue, svenì in un bar e il gestore chiamò un po' affrettatamente il pronto soccorso, tra l'altro lamentandosi con noi perchè la gente andava via dal bar... IDIOTA!!!! poi ci si lamenta che c'è la crisi... per forza! se sei un cretino, te lo meriti... Il problema fu che all'ospedale la tennero in osservazione per più di 8 ore mandandola nei reparti più assurdi, tipo geriatria! capisco il reparto neurologico, ma geriatria! vabbè... ok, non ha più vent'anni, Ambra, però...)

'Nsomma, fatto sta che me ne sono andato a letto dopo le quattro, tra l'altro con Smog che ha pensato bene di svegliarmi alle 5 e mezza per la solita dose di crocchette al salmone e non so più cosa.
Smog che, proprio mentre vi scrivo, è stravaccato sulla mia poltrona e ronfa beatamente.

Beato lui...

martedì 16 giugno 2009

Biciclette Quasi Assassine, Svenimenti Collettivi, Finti Stupratori... Insomma, Una Notte Come Tante Altre

Questo post è dedicato, in particolare all'amica A. che ho sentito giusto ieri su skype e che saluto e abbraccio caramente.

Ieri sera, chiacchierando con Ambra nel caldo silenzio della notte, mi ritorna in mente un curioso aneddoto, capitatoci alcuni anni fa, se non sbaglio nel 2003 o 2004. A dire il vero più che curioso direi comico, benchè l'antefatto sia invece stato decisamente cruento.

Un nostro amico di vecchia data, che per privacy chiameremo Hoover-Kraft, oltre ad essere un tastierista appassionato di musica, è pure un inventore geniale, dal suo antro/laboratorio escono fior fior di macchine e prototipi realizzati a mano e molto interessanti. Uno di questi è una bicicletta che si guida da sdraiati, con il manubrio praticamente sotto il culo, ma veramente comoda. Infatti l'aveva costruita così per risolvere problemi alla schiena. Nel biellese e non solo, ormai tutti lo vedono passare, specie nei week-end, in un misto di curiosità e derisione. Ma a lui non frega, giustamente, niente.
Purtroppo però, un giorno, va a farsi un giro con una mountain-bike normale che a seguito di un cedimento strutturale lo fa cadere rovinosamente procurandogli un trauma pazzesco.
Seguono ricovero urgente in elicottero, coma, mesi d'ospedale, cure di riabilitazione. Insomma, se l'è cavata per un pelo...

Fatto sta che dopo un po' di tempo, visto che sapevo fosse già a casa e stava pian pianin riprendendosi, ma ci sentivamo solo per telefono, decidiamo insieme di andare nel nostro solito pub (la mitica Bohème).

NOTA IMPORTANTE AI FINI DELLA COMPRENSIONE:
1) il nostro amico Hoover-Kraft, in seguito all'incidente, avendo sbattuto la faccia, lo avevano operato, mettendogli pure un po' di placche qua e là, aveva difficoltà a aprire la bocca e parlare e aveva ancora un grosso ematoma sul lato sinistro. Diciamo, in sostanza, che non era proprio un gran bel vedere.

2) Ambra è facilmente impressionabile da cose o persone un po' splatter, tanto per intenderci

3) io odio i temporali (anche a seguito di un bislacco avvenimento che racconterò poi)

Ore 21, circa. Io e Ambra lo andiamo a raccattare a casa sua, poco fuori Biella per poi andare insieme alla Bohème. Era luglio o agosto, e stava per arrivare uno di quei bei temporali estivi.
Lo aspetto qualche minuto sottocasa, poi lo vedo arrivare. Scendo dalla macchina per andargli incontro. Ambra, temendo già il peggio mi chiede:
A: "com'è messo?"
G: " ehh, 'nsomma..., è un po' tutto viola..."
A: "ah... allora è meglio che non scenda, io..."

Saluto Hoover-Kraft, saliamo in macchina e cominciamo il viaggio. Tenete conto che Ambra, essendo moooolto impressionabile, lo saluta sì, ma non si gira minimamente per non rischiare di svenire. Dopo pochi minuti (forse al massimo due) di conversazione con il nostro amico, Ambra, seduta al mio fianco, senza neanche guardarmi, con una voce quasi soave, dice: "IO SVENGO...." e ovviamente lo fa proprio mentre sta per scatenarsi un forte temporale.
Eh, certo. Lei non lo aveva visto il nostro amico, ma si era immaginata tutto...
Vedendo i suoi occhi sbiruli dirigersi verso nuove direzioni, accosto subito l'auto.

Mi è capitato diverse volte di veder svenire Ambra e doverla rianimare, per cui non sono molto preoccupato, lo sono di più per il temporale, decisamente molto violento. Cerco comunque un po' d'aiuto da parte del nostro amico Hoover-Kraft, che però risente ancora dell'incidente, non riesce a parlare molto bene, fa fatica anche a muoversi, per cui non è che mi possa dare una gran mano. In più, quando uno è svenuto, è proprio come un peso morto, eravamo in macchina, aveva ancora le cinture di sicurezza e svenendo, si accascia su di me, impedendomi di muovermi.
Insomma era un gran casino. io che cercavo di muovermi, lei svenuta e Hoover-Kraft che non poteva fare nulla se non assistermi spiritualmente.

Segue dialogo concitato (ricordate che Hoover, parlava e si muoveva molto lentamente, visto i problemi alla faccia)

G: eh, Hoover, sono incastrato! aiutami...
H: mah.. Giulio.... non riesco quasi a muovermi nè a parlare...
A: ... ... ... ... ... ...
G: Dài! scendi! prendi dell'acqua!
H: mah.. aspetta ...
G: porc... quanto pesa! dài sdraiamola sui sedili!
H: mah... aspetta... io...
G: dài! bagnale la fronte mentre io le tengo le gambe!
H: si aspetta però... faccio fatica...

Così, nonostante la grandine che comincia ad abbattersi du di noi, esco dalla macchina, vado dall'altra parte, apro la portiera e riesco finalmente a sdraiare Ambra sui due sedili, tenendole in alto le gambe, per farla rinvenire, mentre Hoover-Kraft, prendendo l'acqua dal generoso cielo, le bagna le guance per rinfrescarla.

Ora, immaginatevi la scena. Siamo in un centro abitato, di sera. Dall'auto, si vedono spuntare due gambe all'aria, con uno in mezzo (come in una scena di sesso), con un altro vicino alla faccia di lei... sembravamo una banda di strupratori assatanati...
il bello è che Ambra, non solo c'ha messo un bel po' a rinsavire, ma riprendendosi, si è messa pure a urlare, perchè quand'era incosciente non respirava! Quindi sembrava veramente che stessimo stuprando qualcuna! Da un lato ero preoccupato per il temporale, e dall'altro temevo che qualcuno passando di lì, chiamasse la polizia...

Segue dialogo del rinsavimento:
A: AAAAHHHH !!! AHHHH !!! AAAAHHHH !!!!
G: cazzo strilli! sei pazza?!?! Ambra!! Oh! non urlare! che sembra che ti stiamo violentando!!!
H: hehe hehe hehe (immaginatevi però una risata affticata e lenta)
G: Ambra!!! Ooh! guarda che sei sveglia!!! siamo in paese!!! non urlare cazzo !!!!
A: AHHHH !!! AHHHH !!! AAAHH!!
G: cazzo! qua se ci sentono, chiamano la polizia!
H: hehe hehe hehe

Effettivamente era una scena veramente comica con me, che mentre mi prendevo la mia bella dose di grandine, dicevo ad Hoover-Kraft di darmi una mano, solo che lui non poteva fare più di tanto e in mezzo Ambra che strillava come una pazza mentre stava riprendendosi.

Ma io dico... ma non potevamo starcene a casa tranquilli?!?!?!

Fortunatamente, poco dopo la situazione volge al meglio, il temporale passa velocemente, Ambra si ridesta completamente e possiamo poi riprendere il cammino verso il pub, solo che alla fine ci andiamo solo io e Hoover, visto che Ambra prende la saggia decisione che per quella serata, ha avuto la sua dose sufficiente di emozioni, per cui preferisce andarsene a letto.

Ecchessaràmai... tutto sto casino per un po' di sangue, tra l'altro pure sottocutaneo...

Pur avendo ancora le placche e qualche problemino ogni tanto, il nostro amico si è ripreso alla grande, gironzola sempre in bicicletta (ma ora usa solo quella che si è costruito lui), insomma... è tornato lo stesso che conoscevamo...
Ambra, invece ha perso un po' l'abitudine di svenire, oramai resiste anche al prelievo del sangue...
ehh, si vede che stando vicino a me, ormai l'ho guarita completamente...
però, che bravo che sono...

lunedì 25 maggio 2009

La Calda Notte del Commissario Sporius: "Ore 2.12: Agguato Felino" (per non parlare di tutto il resto...)

Stanotte ho rischiato di morire... due volte.

Beh, magari non proprio di morire, però quasi...

Ore 02.12 del mattino. O della notte. Dal momento che avevo troppo caldo per andare a dormire presto, rimango a lavorare al computer. Sto rimettendo su l'Orjazz, devo rivedere tutte le partiture e ho molto lavoro in questi giorni, fortunatamente. Improvvisamente, un miagolìo accorato, lungo, disperato, quasi provenisse da un gatto reduce dalla Grande Guerra di ritorno da anni di estenuanti combattimenti in trincea, senza viveri, giunge alle mie orecchie, dilatato dal caldo silenzio della notte.

Lo so già.... è Smog.

Vuole rientrare in casa per la ventiseiesima volta dopo aver fatto dentro/fuori per altre 25 per tutta la domenica. Solitamente, con l'avvicinarsi dell'estate, se ne sta fuori tutto il tempo, di giorno sotto le piante a oziare, di notte in caccia di trofei da gustare e, magari, mostrarci pure, giusto per vantarsi della sua bravura.
Ieri, invece, forse per il troppo ed inaspettato caldo, rompeva continuamente i coglioni, gironzolava dentro e fuori casa, senza meta, senza sosta, miagolando alla rinfusa, delirando allegramente sul più e sul meno, con chi, poi, non si sa.

Comunque, scendo in salotto, apro la finestra e le imposte esterne per farlo entrare, lo chiamo più volte, ma lui non entra. Sapevo che era lì sotto, ma era buio pesto e io non potevo vederlo anche perchè davanti alla finestra c'è pure un piccolo mobiletto. In più, volevo evitare di passare la notte aspettando i comodi del nostro micione indeciso, quindi, dopo alcuni momenti, non sentendo nulla, allungo il braccio per richiudere le imposte quando vengo improvvisamente assalito da una informe massa pelosa di svariati chili, ben dotato di affilati dentini che, scambiando il mio braccio per un fagiano o forse per il "tipico" Tonno Notturno delle Prealpi Biellesi, ci si aggrappa scarnificandomelo e spaventandomi pure, perchè di solito lui entra e basta, non è che si scaglia con velocità e violenza sulle braccia altrui. Stanotte invece sì e, istintivamente, ho fatto un brusco movimento laterale, del tutto involontario, peccato solo che abbia sbattuto violentemente la testa contro la finestra, tra l'altro sulla tempia destra.

Immancabilmente un doveroso "... ma Cristo!!!!" echeggia nella calda notte squarciando la tranquillità del vicinato anche se rimane del tutto inascoltato, visto che nè Ambra nè Scintilla si accorgono di nulla, mentre Smog, non contento, mi lancia un'occhiataccia sprezzante cercando di mordermi pure il polpaccio perchè desideroso di sbranare la solita carriola di crocchette e scatolette per gatti! MA IO NON SONO UNA CROCCHETTA! CAZZO!!!

"Ahhh, il signorino ha fame eh? e a me chi mi soccorre?!?!" gli rispondo inutilmente mentre cerco di togliere alcuni dei suoi canini rimasti conficcati nella mia carne e con l'altra mano cerco del ghiaccio da mettermi in testa....

Malconcio e ammaccato, dopo avergli dato da mangiare (perchè tanto, alla fine, l'ha sempre vinta lui), mi trascino a fatica nel mio studio in cerca di un riparo ove riprendermi; mi rimetto davanti al pc, quand'ecco che, dopo un po', sento un curioso solletico al braccio (lo stesso già martoriato da Smog). Ero concentrato sulle partiture, quasi non mi interessava 'sto formicolìo. Però sembrava il classico fastidio da animale indesiderato che si sta allenando per le Olimpiadi usando il mio braccio come pista d'atletica... coccinella? zanzara? millepiedi? tumellaria? blastophilla?

Avvicino il gomito e guardo.

Era niente popo' di meno che un Loxosceles Rufescens, un piccolo ragnetto apparentemente innocuo, ma dal morso pericoloso, non tanto per il veleno, ma per le ferite che provoca, dopo alcune ore molto dolorose, profonde, che vanno in necrosi praticamente permanente, oltre a febbre alta e amenità simili.
Come ho fatto a riconoscerlo? Beh, mi sono documentato. In realtà da bambino sono sempre stato affascinato dai ragni, tanto che li conoscevo bene. Curiosamente poi, proprio qualche giorno fa, ero finito su un fornitissimo blog non solo di studiosi e appassionati di ragni, ma addirittura di gente che li allevava!!! L'avevo consultato per curiosità, soprattutto per vedere se riuscivo a scoprire che diavolo di ragno fosse quello che, un paio di anni fa, saltò fuori dalla legna ammassata nel rustico davanti casa, mentre lo stavamo pulendo. Non avevo mai visto niente di simile. E dalla faccia che ha fatto, nemmeno il papà di Ambra, che mi stava dando una mano (e che non ha assolutamente paura di ragni o cose simili...).
Sarà stato 7-8 centimentri, zampe lunghe e carnose, colore grigiastro, corpo non molto grande, grigio... C'era da farne bistecche per l'inverno... velocissimo, c'è voluto un bel tronchetto largo per terminarlo! Che orrore...

E così, in questo blog, mi sono imbattuto nel nostro "amico" notturno a otto zampe. Avendone viste sufficienti foto, l'ho riconosciuto subito, anche perchè è un ragnetto in realtà molto comune nelle vecchie case e in queste zone. Questo però non sapevo che fosse così pericoloso. Fortunatamente, ha percorso pochi centimetri sulla mia pelle e l' ho scaraventato via subito. Tendenzialmente non è aggressivo, se non per difesa, probabilmente è finito casualmente sui vestiti, difatti non ha fatto in tempo a mordermi.

Avrei voluto immortalarlo, ma dopo tutto quello che mi era successo nel giro di pochi minuti, tra gatto, finestre, e quant'altro, ho preferito giustiziarlo subito. Ahhhh, la dura legge della ciabatta! La ciabatta è uguale per tutti!
Un po' frastornato, ho preferito andare a letto. Erano le 02.44. Ambra, sentendomi, si sveglia e mi chiede un po' assonnata cosa fosse successo, visto che le era parso di sentire alcuni rumori.
Io, che sono ingenuo, nonostante stiamo insieme da quasi 10 anni, quindi dovrei conoscerla bene, glielo racconto....
Avete presente quando uno/a, invece di confortarvi, ride di gusto ma non con la bocca aperta, bensì, con le labbra strette, soffiando energicamente, così che la risata sembra più una pernacchia irridente?

Ecco, quello è quello che vi meritate quando verso le due di notte rischiate più volte la morte, mentre nessuno vi caga manco di striscio, e voi, con la vostra aria tenera, sincera e da pulcino bagnato, aprite il vostro cuore con serenità, confidandovi tranquillamente a quel bulldog spietato quale è (o diverrà sicuramente) la vostra "dolce" compagna/moglie/fidanzata dopo anni di convivenza, mentre i vostri gatti continueranno a prendersi gioco di voi massacrandovi non appena gli volterete le spalle, magari nel disperato tentativo di salvare la vostra casa da un assalto di Loxoquellarobalì che hanno bisogno di spazio per allenarsi per le prossime Olimpiadi

mercoledì 29 aprile 2009

W Le MAGMANZE!!! (Le Magma-Vacanze!!!)

Proprio in questo momento, nella stanza vicina al mio studio dal quale vi sto scrivendo, vestiti, scarpe, oggetti contundenti e altre umane suppellettili stanno avendo il sopravvento sulla povera Ambra, intenta a chiudere il valigione per la nostra mini-vacanza in Francia, che avrà inizio esattamente tra 6 ore, giusto il tempo di raccattare mio fratello e le sue povere tele deturpate, e scaricarlo vicino al confine, dove lo attende una settimana di mostra nel castello di Roquebrune, vicino a Nizza, mentre noi, dal canto nostro, proseguiremo ancora per centinaia di chilometri verso l'agognata Valence dove, dopo 4 giorni di scorribande nella Valle del Rodano, ci attende il concerto dei Magma, al Theatre du Rhone di Bourg-Les-Valence...

Per cui, ci vediamo il 2 maggio...

A Bientot,
Munckaarp Van Der Fleecken

lunedì 13 aprile 2009

I Rischi Del Chiamarsi Munckaarp (... dal romanzo... "The Importance of Being Munckaarp") - Eventi Quasi Nefasti

Vi capita mai di rischiare di morire? Escludendo ovviamente eventi che non possiamo controllare noi, ma contando solo le volte in cui ce le andiamo a cercare pur potendolo tranquillamente evitare...

Beh, a me sì, tutto sommato abbastanza spesso.

Una volta, nel 1988 (sono sicuro perchè c'erano gli Europei), mi avvicinai incautamente ad un piccolo motore che mio papà stava pacioccando, da usare nell' acqua, ma non ricordo per cosa. So solo che le bobine di filo di rame, rappresentavano per me, povero piccolo pazzo, un qualcosa di irresistibile. Le ho sempre adorate, soprattutto toccarle, sono così liscie...
Vabbè, se non fosse stato per mio papà, che con una manata e una bestemmia allegata mi scaraventò distante, ci sarei rimasto, visto che l'apparecchio era attaccato alla corrente.

Le proprietà della 380 e della 220, ricorsero anche una volta, anni prima, in cui attaccai il trasformatore per far funzionare quelle piste (tipo Polistil) alla corrente e poi, il morsetto, invece che attaccarlo ai jack della pista me lo misi in bocca, sulla lingua... a dire il vero non sentii nulla, se non un leggero sfrigolìo sulle papille, beh, tutto sommato niente di particolare...

Mio fratello faceva di peggio... lui trangugiava soda caustica come fosse citrosodina!

Ora, non ricordo se nel corso degli anni successe altro, a parte un incidente stradale dove sono rimasto miracolosamente illeso, dopo aver sventrato un guard-rail in una strada di montagna quando lavoravo in Valle d'Aosta, circa 10 anni fa. Andavo un po' forte, effettivamente, avevo un po' fretta e in una curva andai in testa-coda con la Fiat Uno del cuoco dell'albergo dove lavoravo.
Sfondai il guard-rail e la macchina si fermò oltre il ciglio della strada, contro due piante, che mi evitarono un bel volo nell'etere, con ampia vista panoramica, dal momento che ero a 1500 metri sul livello del mare, più o meno... In quella zona si ricordano ancora bene l'incidente; beh, non a caso, il mio soprannome, all'epoca, era Schumi.

Ah, sì, l'anno scorso mi sono tagliuzzato per bene la manina in un vetro, con annesso "leggera" fuoriuscita di sangue per le scale, in macchina, al pronto soccorso,... forse ricorderete, dai vecchi post.

Oggi, invece, mentre stavo lavorando in giardino al nuovo Jacksonaic, ho "assaporato" i deliziosi aromi e retrogusti della vernice. Stavo utilizzando alcune bombolette spray gentilmente prestatemi da mio fratello. Mi serviva l'arancione ma, accidempoli, la bomboletta non funzionava bene, usciva pochissimo colore; non so, erano un po' vecchie, il forellino sembrava ostruito e lui non le utilizzava da un bel po'... così ho deciso di operare una tracheotomia artigianale al foro di uscita del colore.
Certo, avrei potuto indossare gli occhiali da lavoro che metto di solito per le schegge di vetro e magari pure una mascherina, ma mi son detto "... massì, due secondi ed è fatto... 'cazzo ci vuole?!?!"
E comunque mica sono pirla! la bomboletta era orientata bene, in modo da non spararmela in faccia. Poi si sa come vanno a finire 'ste cose... il forellino era un bel po' ostruito, così ho dovuto fare un po' di forza e senza accorgermene, me la sono puntata addosso.

Beh, devo dire che la tracheotomia operata con un rametto di vite (altro che McGyver!) è perfettamente riuscita, infatti la bomboletta (agitata ovviamente un bel po' prima, nel tentativo vano di utilizzarla), avendo raggiundo una sufficiente pressione, mi è esplosa in faccia, ricoprendomi di arancio occhi, naso, bocca, e derivazioni varie.

A poca distanza da me c'era Ambra, intenta a rianimare alcune pianticelle del giardino, che ovviamente non si è accorta di nulla, anche perchè io, pur cosciente, non sapevo bene come attirare la sua attenzione senza farla svenire. Fatto sta che alcuni vagiti arancioni emanati dai miei poveri polmoni l'hanno incuriosita e, come già in occasione della mano tagliata, in due micro-secondi mi ha trascinato in bagno, anche perchè vedevo un po' tutto arancio e non è che avessi un gran gusto in bocca...
Oltretutto essendo vernice, per farla andare via, ci vuole l'acquaragia, che non è che sia il massimo della vita come aperitivo (erano le 11 e mezzo circa).
Beh, meglio comunque farsi bruciare la faccia dall'acquaragia, che morire avvelenati! eppoi l'arancione è, assieme al nero, il mio colore preferito, mi sarebbe dispiaciuto morire di arancionite acuta!

Fortunatamente si è tutto risolto senza dover ricorrere al pronto soccorso, pur con le palpebre arse dall'acquaragia, ho mandato giù qualcosa per cambiare un po' il gusto che avevo in bocca e, nel pomeriggio ho potuto completare l'esterno del nuovo Jacksonaic.

Uhm... devo dire ad Ambra che i risotti li faccio meglio io, il suo sapeva un po' di arancione...
;-)

giovedì 9 aprile 2009

Non Aprite Quella Porta... Ma Forse E' Troppo Tardi... - (Dis)Avventure Viniliche - V° parte

Questo post è dedicato a tutti ma, in particolare, a Fabio e Funky, che seguono il blog (almeno così dicono loro, hehe), spesso aspettando nuove disavventure viniliche. Li ringrazio vivamente e pubblicamente, anche se purtroppo da un bel po' di tempo, ameni viaggi nel mondo di squilibrati, rabberciaquaglie, squadriglie feline della morte e pisciodigatto, non ne capitano quasi più, comunque voglio inserirne uno mai raccontato, capitato a me e a Luca l'anno scorso.

La premessa ormai la conoscete, per cui salto all'incontro.

Ah, anche questa, è una storia vera.

Dunque dobbiamo raggiungere un piazzale con una statua al centro di un paese non molto lontano da Biella, in direzione Est.
Raggiungiamo il paese abbastanza in orario e troviamo subito la piazza. Parcheggiamo nell'attesa che arrivi il nostro uomo (nel senso del venditore, ovviamente... che avevate capito?!?!)
Passano 5, 10, 20, 40 minuti, ma del tizio non v'è traccia. Oltretutto, trovandoci nel mezzo del classico paese che pure il fisco dimentica, vista la quasi completa inutilità, anche il telefonino non prende praticamente una mazza, per cui è pure difficoltoso mettersi in contatto con lui.

Poi, finalmente il mio cellulare squilla... è lui:

- ma dove siete?!?! -
- mah... siamo qua... -
- anche io sono qua! -
- bene! però non la vediamo... -
- eh, neanche io... ma che macchina avete? -
- una familiare verde -
- mah... io non la vedo... -
- eh è un bel problema! -
- ma in che piazza siete?!?! -
- quella con la statua, che ci aveva indicato... non so... è armata, sarà a Napoleone, al Milite Ignoto, a Pamela Anderson... boh... -
- ma ci sono le poste lì... le vedete? -

e noi, guardandoci intorno, capiamo che forse non siamo proprio nel posto giusto, anche perchè in quel piazzale c'è solo una farmacia e la statua e nient'altro! solo campi!
(tenete presente che mentre io cercavo di parlare al telefono, Luca già rideva come un pazzo, cercando di non farsi sentire...).

- beh, in effetti qui non ci sono le poste... non è che forse dobbiamo raggiungere un'altra piazza? qui c'è solo una farmacia e la statua -
e lui, urlando e con una voce tra il divertito e lo spazientito: - ma noooooooooooo! ma dovete andare avanti ancora tre chilometri, quello è solo l'inizio del comune! -

(ma io che cazzo posso saperne di come sia fatto il tuo comune del menga!?!?!)

Vabbè... entriamo finalmente in paese e lo vediamo abbarbicato sulla vera statua, non chiedetemi di chi fosse perhè non lo ricordo e manco me ne fregava in quel momento; già avevamo perso quasi un'ora, eravamo in pieno inverno, per cui il sole stava già quasi per abbandonarci. In più, il nostro amico (che per privacy chiameremo Sphinterox), ci fa parcheggiare all'interno di un angusto cortile di corte, facendomi rischiare di rifare tutte e due le fiancate alla mia povera macchina contro i muri vetusti e cadenti dei suoi vicini.

Come scendiamo e ci dirigiamo verso la porta, ci attende la prima sorpresa. La sua porta di casa, aveva un'apertura grande in centro, con un vetro smerigliato, che faceva solo intravvedere ciò che stava dietro.
Davanti ai nostri occhi, nascosto dal periglioso smeriglio, c'era una figura alta, molto alta e ingombrante, che cercava di vedere attraverso il vetro chi fossero gli intrusi e per farlo ci aveva appoggiato tutto il suo "delizioso" faccino, deformandolo ancor di più.
Come Sphinterox ci apre la porta, si pone innanzi a noi quello che, presumo, fosse uno dei suoi figli, quello più grande. Beh, grande lo era di sicuro, in più era pure bruttino parecchio, dai lunghi capelli incolti e di colore indefinibile, indossava un felpone bizzarro, con tanto di cappuccio che quasi nascondeva il suo sguardo, molto turpe e in più, nascosto pure da una folta barba incolta pure lei e dal colore ovviamente indefinibile. Sembrava avere vaghe tendenze omicide, nonostante la tenera età (ovviamente indefinibile). So solo che Luca lo ribattezzò poi Leather Face... Sicuramente non gli stavamo simpatici, in fondo eravamo entrati nel suo territorio di caccia...

Ah, tenete presente che per tutta la nostra permanenza in quella casa, io e Luca ci guardavamo molto preoccupati, temendo di essere smembrati da lì a momenti, anche se facevamo fatica a trattenere le risate. (certe cose è meglio prenderle sul ridere)

Avevo detto "uno dei suoi figli", vero? Infatti ce n'era un altro... e questo era veramente il più agghiacciante; era un ragazzino piccolo, avrà avuto non più di sette o otto anni e sembrava aver uno sguardo normale.... beh, mi sbagliavo.
Fin da quando abbiamo varcato la porta di casa, lui se ne stava appiccicato alla finestra, con lo sguardo perso, verso l'ignoto... non ci ha visto, non ci ha salutato, è rimasto per tutto il tempo attaccato a quella cazzo di finestra con lo sguardo fisso nell'aldilà. Sembrava il bambino di The Ring, anzi penso fosse proprio lui, ci assomigliava un casino, specie per le strane abitudini voyeuristiche.
Guardandolo, ci si è gelato per un attimo il sangue nelle vene, pensavamo di non uscire mai più da quella casa...

Sphinterox, invece era il più umano di tutti e molto cortesemente ci accompagna al piano di sopra dove teneva i dischi. Alla frase "beh, sono un po' usati, comunque sono su, nel solaio" io e Luca ci guardiamo, temendo il peggio.
E non avevamo torto. A parte che siamo dovuti salire uno alla volta perchè le scale, in legno molto marcio, cadevano a pezzi; poi, come arriviamo su... beh, il solaio era in realtà una topaia che manco la mia cantina, che non ho mai messo a posto da quando sono andato ad abitare con Ambra a Pavignano, faceva così schifo. Vabbè, ma i dischi poi!!!

Allora, da una parte c'era una pila di 78 giri, degli anni venti, certo potenzialmente interessanti, peccato solo che dei cinquanta vinili che saranno stati, 49 erano spezzati in due, per cui direi "vagamente" inascoltabili... I titoli? ahhh beh, si andava da "Pierina della Bassa" a "I Trifolari di Alba Est", da "I Canti Sulfurei di mia Nonna Zeferina" a "L' Orchestra Dimezzata Suona Solo a Metà" e oscenità simili...

Secondo voi ci interessavano? eppoi cazzo ce ne facevamo di un'accozzaglia di dischi completamente rotti!?!?! e il bello, è che l'amico Sphinterox, orgoglioso della sua collezione, continuava a chiederci quanto potessero valere!! ZERO!!! Z-E-R-O!!! capitooooo?????? ZEROOOOO!!!!!!!
Non sapevamo se ridere o piangere, io cercavo di fare un po' il diplomatico con frasi del tipo: "beh, certo che però sono un po' rotti, ehhh ce n'è più d' uno rotto, anzi quasi tutti, mi sa che non possiamo prenderli..." mentre Luca, senza neanche nascondere troppo la voce: "ma fa cagare 'sta roba, andiamocene prima che The Ring o LeatherFace ci uccidano e ci facciano a brandelli!"

Dò ancora un ultimo sguardo, triste e malinconico agli inutili 78giri, mentre Luca, ormai già deciso a tornare a casa alla svelta, vede una pila di 45giri... ovviamente senza copertina, impilati gli uni sugli altri nell'attesa di essere usati come dischi da trapano, ma forse avevano già subito quella sorte.
Luca manco li prende in mano, in effetti erano ridotti maluccio, io, per far contento Sphinterox li guardo. Saranno stati una sessantina, roba anche interessante, c'erano Rolling Stones e Beatles e cose simili, chissà, magari in un passato molto remoto avrebbero potuto valere qualcosa, ma ormai erano passati sotto le grinfie dei suoi figli che, probabilmente, li avevano usati per sezionare le loro vittime.

E anche qui, Sphinterox, da il meglio di sè: -Ehhh, li hai visti i dischi, eh? li prendete tutti? chissà a quanto li rivenderete! - Io non dissi nulla se non un patetico "mah... veramente...", Luca lo incenerisce con lo sguardo e, strattonandomi, mi fa vedere che dietro di noi, per tutto il tempo albergava silente, come un cecchino pronto a colpire, Leatherface, dallo sguardo cattivo e imperturbabile.
Per un attimo ho pensato: "forse, se gli prendiamo i dischi e gli lasciamo qualche euro, ci lasceranno uscire vivi..." - Poi, fortunatamente, mi torna un briciolo di lucidità e cercando di guadagnare le pericolose scale, abbandoniamo i poveri vinile al loro tristo destino.
Pure Sphinterox, che tutto sommato è stato gentile con noi, rimane un po' dispiaciuto per l'affare sfumato e tenta ancora l'ultima carta del "ah, allora proprio non li volete? ve li do a poco!"

A POCO?!?! MA STAI SCHERZANDO?!?!?

Ma ormai la nostra necessaria esigenza non era più quella di comprare dischi, era quella di tornare all'aria aperta prima di venire massacrati da LeatherFace!
E... The Ring? dov'era? beh, lui era ancora là, attaccato alla finestra, non aveva mosso un arto per tutto il tempo, le sue manine erano appoggiate al vetro, così, nella stessa posizione in cui le avevamo viste entrando... ma era poi veramente vivo? forse non lo sapremo mai...
Ricordo ancora oggi che varcando la soglia di casa loro, ho sentito un brivido lungo la schiena, quasi fosse l'ascia insanguinata che sicuramente Leatherface teneva sotto la felpa, mentre lo sguardo perso nel vuoto di The Ring faceva capolino dalla finestra, a dire il vero pure un po' lercia.

Quando siamo risaliti in macchina, c'è stato qualche attimo di silenzio, come a ripercorrere tutti quei minuti assurdi passati là dentro. E purtroppo non è stato un sogno...
Meno male che dopo abbiamo cominciato a ridere come cretini, ripensando alla bizzarria umana stipata in quei pochi metri quadri di paura e ovviamente, a tutta la giornata buttata nel cesso.

Dio, che orrore...

venerdì 27 marzo 2009

Il Più Bel Concerto Che Abbia Mai Visto! (infatti non l'ho proprio visto....) - PROMENADE IN TANGENZIALE - tratto da una storia vera

Qualche post fa, forse lo ricorderete, ho accennato al fatto che Milano, tolto il Duomo, il Planetario e la gnocca, non è che sia granchè. Bene. Oggi posso finalmente essere più preciso: Milano la ODIO!
spero che non se la prendano gli amici milanesi che conosco, ma dopo ieri, il mio legame con Milano sarà per sempre legato in maniera indissolubile ad alcuni eventi nefasti, guarda caso capitati tutti in fila ieri sera, nel giro di poche ore.

Avevo appena promesso all'amico Sergio (cantante della Metropolis Orchestra), che sarei andato a vedere il loro concerto al SanVittore disco pub, visto che già diverse volte mi aveva invitato, ma per diversi motivi non ero mai riuscito a vederli.
Finalmente ieri, riesco ad organizzarmi bene per tempo e porto con me Ambra, Scintilla, mio fratello Marco ed un altro nostro amico che però doveva raggiungere un'altra zona di Milano e mi aveva chiesto un passaggio.
Dovendo lasciarlo in Viale Corsica (per chi non fosse pratico di Milano, rimane praticamente in centro), passo dalla Tangenziale Nord, che è decisamente più corta. Sfortunatamente essendo ora di punta, incappiamo nella solita coda, grazie alla quale percorriamo la bellezza di 3 chilometri in un'ora.
Vabbè. è una cosa piuttosto normale. Non perdiamo troppo tempo, infatti lasciamo il nostro amico, che aveva un appuntamento lì, abbastanza in orario, poi giro la macchina e mi dirigo nuovamente verso la tangenziale per raggiungere la zona del concerto, che era dalla parte opposta di Milano.
Avrei potuto tagliare passando per alcuni viali centrali, ma visto che la mia macchina è (ehm... forse sarebbe meglio dire ERA) una euro2, preferisco non rischiare, tanto siamo ampiamente in orario.
Come giro l'auto, comincia ad accendersi la spia dell'olio (CAZZ!), che poi si spegne subito.
Ora, a parte il fatto che avevo fatto controllare il livello neanche un mese fa, anche sul libretto della mia EX-macchina (un' Astra SW), se si accendono spie per qualche secondo e poi si spengono, non ci sono mortivi per preoccuparsi.
Già, peccato che dopo pochissimi metri si riaccende, sempre con più insistenza, fino a rimanere accesa fissa. Avrei potuto fermarmi però, visto che eravamo vicinissimi alla tangenziale, decido di prenderla, e raggiungere il primo distributore, anche perchè, a Milano in centro, non c'è un fottuto cazzo di distributore nel raggio di chilometri e, anche se ci fosse stato, visto che erano le sette di sera, non avrei trovato nessuno, per cui...
La macchina non sembra dare segni particolari di cedimento o problemi e il primo distributore è a soli 3 chilometri. Regna ancora la calma grazie al sottoscritto che cerca di tenere tranquilla Ambra che pur quieta sento essere un pelo preoccupata, mentre Scintilla si lancia in una sorta di ballo propiziatorio per la sopravvivenza dell'auto, accompagnato da rito voodoo, che fa sempre figo.
Peccato solo (COMUNE DI MILANO NEGLIGENTE!!!!) che il distributore non sia proprio a 3 chilometri, ma circa a 6, e proprio a 150 metri dall'agognato distributore, sul cruscotto, a far compagnìa alla spia dell'olio, giunge quatta quatta anche la spia del motore e subito dopo quella della batteria (alèèèèè, sembrano le lucine del Natale!!!! ..... Fanculo!)
Mentre cerco con calma di spostarmi sulla corsia di emergenza, si alza un bell'odorino come di cane arrosto e bruciacchiato (ci mancava solo questa! cazzo!!!).
Armati di forza bruta e coraggio, vista la strana abitudine di molti automobilisti e camionisti, di falciare allegramente le persone in autostrada, spingiamo la vettura fino al distributore, dove viene registrata ed ufficializzata da un'equipe altamente specializzata (lasciamo stare, che è meglio...) la morte cerebrale e definitiva della mia povera auto... snif...snif...
(E QUEL LADRO DI BENZINAIO, PUR SAPENDO BENISSIMO CHE NON C'ERA PIU' NIENTE DA FARE, MI HA FATTO PURE PAGARE IL SUO CAZZO DI RABBOCCO DI OLIO INUTILE!!! POTEVA ALMENO EVITARE, TANTO NON SAREBBE MORTO DI FAME!!! 26 euro, tra l'altro... Fanculo!)
Fortunatamente, avendo il Telepass Premium (perchè io valgo, hahaha), il carro-attrezzi (si scrive così?, boh), ci viene a raccogliere gratuitamente, e ci porta nel loro deposito, peccato solo che il servizio non offra nessun trasporto casa e quindi siamo costretti pure a chiamare un taxi.... 50 euro fino alla stazione centrale.
La serata, seppur di merda, ha il risvolto felice che, essendo successo tutto non a tarda notte, magari dopo il concerto, abbiamo potuto almeno trovare ancora dei treni per tornare a casa.
Quindi, dopo aver sborsato altri 16 euro e 25 cent (a ns carico c'era pure il povero Scintilla), partiamo verso casa.
Sembra tutto finito quando (non poteva non succedere altro, ovviamente), intorno a Magenta, il treno si ferma bruscamente, e dopo diversi minuti alcuni poliziotti ferroviari, nel buio della notte, armati di sole torce elettriche a basso consumo, gironzolano all'impazzata intorno ai vagoni cercando qualcosa... sembravano un agglomerato di SS in vena di rastrellamenti... boh, forse hanno perso il cellulare o il portafoglio, invece, a quanto pare stavano cercando qualcuno che avrebbe deciso di porre fine alla sua vita proprio ieri e proprio sul nostro cazzo di treno regionale... poteva almeno scegliere un eurostar, che fa un po' più figo... NO! lui si deve buttare proprio dal nostro! Rimaniamo fermi una buona mezzoretta, il tipo non l'hanno trovato e finalmente arriviamo a Santhià, dove veniamo raccattati ed accompagnati da una amica di amici, che stava andando verso Biella e che è stata veramente gentile (anche se abbiamo rischiato pure di avere un bell'incidente stradale, visto che la sua andatura veleggiava in ogni punto tra i Mach1 e i Mach2, pure sui dossi artificiali...)

Bilancio Finale: abbiamo speso 20 euro di benzina (Fanculo!), 26 euro di olio (Fanculo e RiFanculo!), 50 euro di Taxi (Strafanculo!), 16 e 25 di treno (Fanculo pure lui e quello che si è buttato!), l'autostrada (Affanculo pure lei e quelli che la ingorgano, me compreso!), ovvero la bellezza di 112 euro e 25 centesimi, per NON vedere il concerto e soprattutto per ritrovarmi con la mia macchina defunta per sempre, abbandonata in un cazzo di deposito (a pagamento) per auto! e 'mo me ne devo comprare pure un'altra!!

FANCULO!!!!!!

Ps. IO ODIO MILANO!!! FANCULO!!!

martedì 24 marzo 2009

La Potenza Del Vento ( I Sogni di M.Van Der Fleecken - parte II)

Se c'è una cosa che proprio odio, oltre al singhiozzo, è il vento. Alla prima ho trovato rimedio, a quest' ultima, purtroppo, no. Per carità, avrà pure la sua utilità, però il vento forte, come quello di stanotte, proprio non lo sopporto, non riesco a dormire. Neanche Smog, ha passato una nottata tranquilla, infatti mi ha rotto i coglioni tutto il tempo. Non ho chiuso praticamente occhio.

Poi, verso le cinque e mezza, finalmente mi addormento...

e sogno...

Mi trovo nel giardino di casa a Chiavazza, dove stanno mia mamma e mio fratello, per intenderci, ma nel sogno siamo in Venezuela, in più non c'è casa mia, ma solo il giardino, con un bel prato verde e in parte piastrellato. Mancano le case dei miei vicini. Ci sono solo i giardini, anche quelli piastrellati, in parte.
A un certo punto, non ricordo come, mi si fa incontro un tizio, dalle fattezze tipiche sudamericane, che cerca di convincermi a comprare tutti i giardini che vedo e pure quelli in Colombia, per un prezzo veramente ridicolo. Non capisco perchè voglia farmi un'offerta simile, però mi fa intendere che lui ha degli intrallazzi coi trafficanti di droga della zona e deve disfarsi di tutti quei giardini.
Pur essendo il prezzo bassissimo, prendo del tempo per decidere, anche perchè sento puzza di bidonata, comunque gli dico che gli darò una risposta il giorno dopo e intanto prenoto una stanza in un albergo per me e Ambra, per passare la notte.
Ovviamente, tipico dei sogni, l'albergo si trova esattamente nel giardino di casa mia, anche se prima non c'era nulla; e ovviamente, la stanza che prenoto, tranne per il pavimento e la mobilia, è la stessa camera dove ho dormito per anni con mio fratello, prima di andare a vivere altrove.
Ma nel sogno, la giornata non sembra passare, infatti non scende mai il buio, è sempre pomeriggio e fa piuttosto caldo, pur non essendoci il sole.
Ad un certo punto, mentre noi siamo lì in stanza, arriva una troupe televisiva, molto ben fornita, che in realtà si trova lì, in Venezuela per girare un film con Mel Gibson, una sorta di sequel di uno dei suoi primissimi film (che in realtà non è mai esistito), dove lui deve uccidere Wes Craven (esiste veramente Wes Craven?!?), ma non lo fa, e poi, in questo sequel, gli deve salvare la vita (ma non chiedetemi il perchè).
Fatto sta, che la troupe gironzola nella mia stanza d'albergo, montando impianti luci e quant'altro, con una caterva di cavi ovunque, ma a noi non danno fastidio anzi, parlottando con loro, mi dicono di parlare con Mel Gibson, ma non ricordo se per avere una parte o cosa.
Oltretutto, Mel Gibson, è sì lui, ma è piuttosto invecchiato e la sua faccia è in relatà quella di Johnny Dorelli.
Come se non bastasse, dal balcone della stanza sotto, esce Mourinho (l'allenatore dell'Inter), che nel suo italiano maccheronico, si lamenta perchè c'è troppo casino e non riesce a riposarsi... Non ricordo in quale lingua, ma so di averlo mandato affanculo (beh, sarà contenta l'Italia non interista...).
Poi, un attimo dopo, uno della troupe, dice di aver una sete insaziabile... in effetti faceva piuttosto caldo e difatti viene pure a me. In quella stanza, c'erano diverse taniche di acqua minerale, perchè, a quanto pare, l'acqua del posto è imbevibile. Però a me l'idea di trangugiare dell'acqua che stava in taniche di plastica esposte al sole da mesi o forse anni, non è che mi allettasse, così decido di bere l'acqua del rubinetto.
Pur avendo il suo tipico colore neutro, o incolore, il gusto è terrificante, acido da morire...

poi mi sveglio...

fine del sogno.
se qualcuno vuole provare a dare una spiegazione a tutte queste immagini sovrapposte, è benventuo. preferirei però se allegaste pure dei numeri vincenti da giocare al superenalotto, anche se non sono un giocatore. non si sa mai...

p.s. Se trovate degli errori di grammatica, ortografia o sintassi, scusate, ma l'ho scritto prima di dimenticarlo. e poi ho sonno.

domenica 22 marzo 2009

JACKSONAIC K000 - "No War!" (mosaic, paintings and earth - 45x20x2,5 cm. - 2009)


JACKSONAIC K000 "NO WAR!" - Outside, vista esterna


JACKSONAIC K000 "NO WAR!" - inside, vista interna

Mosaico in vetri e specchi su scatola in legno, costruita e dipinta a mano, con aggiunta di vernice, tempera e terra. Esemplare unico, 45x20x2,5 cm.
firma e data nella parte inferiore del box

Glass and mirror mosaic in wooden box, handcrafted in one only exemplar.
painted with acrilycs, spray bottle and real ground.
17.5 x 7.8 x 0.97 inches.
sign and data on bottom box


for any other infos: radiokobaia@gmail.com

giovedì 12 marzo 2009

Nokia Santo Subito! (non sono cattolico, ma "santo subito" è un termine improprio usato per una migliore comprensione del testo)

Chi mi presta un flacone di Rimembrol? va bene anche in compresse....

Avevo già accennato in passato nel blog alla mia scarsa memoria in generale, ma esasperata per quello che riguarda oggetti inanimati non facenti parte del mio corpo stesso (chiavi, guanti, ombrelli, occhiali,...)

Stamattina, di ritorno dalle brulle e sconsolate lande vercellesi, illuminate da un caldo sole primaverile, facciamo una piccola sosta in un paesino sperduto tra le risaie a salutare i parenti di Ambra, giusto il tempo di prendere un caffè e fare due chiacchiere.
Scendendo in strada verso la vettura, dopo averli salutati, mi tolgo la giacca per il caldo e la butto sul sedile dietro, avendo però cura di togliere dalle tasche il cellulare da tenere sul cruscotto.
Lo appoggio un attimo sul tettuccio della macchina, mi levo la giacca e poi salgo e ripartiamo.

Il paesino in questione, che per privacy chiameremo Avorc, dista da Santhià, il centro più grande della zona, circa 4 chilometri.

Visto che non avevamo fretta, cominciamo a venire su con calma, godendo anche un po' di questo primo caldo di stagione. Fin qui tutto bene, poi, proprio dopo aver attraversato Santhià, in prossimità di uno stop, mi fermo un po' bruscamente, anche se la velocità, essendo nel centro abitato era molto modesta.
Improvvisamente, vediamo precipitare senza controllo un oggetto contundente giù per il tergicristallo, rotolando rumorosamente sul cofano ed infine sull'asfalto, rimanendo poi lì a terra esanime per qualche secondo.

Di cosa si tratta?

Un meteorite proveniente da Lunaar12 ? un pezzo di qualche shuttle americano ? una cacca di albatros un po' stitico ?

No no, trattasi invece del mio povero ultravecchio cellulare nokia del 1912 a carbonella, che OVVIAMENTE avevo tranquillamente dimenticato sul tettuccio della macchina e si era potuto godere un bel tratto di quasi 5 chilometri in panciolle al sole, salvo poi essere brutalmente scaraventato a terra dalla mia frenata, all'urlo di "CAZZOOOOO!!!!! IL CELLULAREEEEE !!!!!! "

Fortunatamente, Ambra, immolandosi, lo ha poi recuperato completamente intatto e funzionante mentre io facevo un parcheggio di fortuna in mezzo alla strada (tanto non c'era nessuno).
Ora, io i cellulari li odio, ma poi so che il Solani se mi telefona e non mi trova poi dice che non mi faccio mai sentire... (anche perchè lui figurati se impara ad usare le mail...)

comunque non li facevo così resistenti ...

giovedì 12 febbraio 2009

la Verdura Non Fa Più Male Alla Salute, Ma L'Acqua Forse...

Ve lo ricordate uno dei primi post del mio blog, dove raccontavo di verdure dimenticate in macchina per settimane ed esalanti "delicati aromi inebrianti"? (per chi volesse rileggerlo http://radio-kobaia.blogspot.com/2007/10/la-verdura-fa-ridere-perlomeo-me.html )

Beh, è capitato qualsosa di simile...

Da un po' di tempo, nel mio studio, ha cominciato ad imperversare uno strano odore, dapprima non molto forte, poi via via che passavano i giorni sempre più insistente e nauseabondo.
uhm... io non sono stato, Ambra tanto meno, Scintilla, pur non essendo un maniaco dell'acqua neanche, Smog? no, lì non va certo a cagare.... e poi l'odore sembra arrivare da una zona precisa.
Purtroppo, tutte le perlustrazioni e repulisti che metto in atto non portano a nulla anzi, l'odore si fa sempre più pesante. Provo tutte le mattine, nonostante il gelo, a tenere aperte le finestre, ma niente, la puzza non va via.
Che faccio? muoio di freddo (anche se tanto l'odore rimane) o muoio per qualche strana malattia che mi verrà prima o poi sicuramente per la forzata convivenza?
Opto per la seconda scelta, infatti l'odore mefitico inizia lentamente a deteriorare i miei pochi neuroni, tant' è che comincio addirittura a pensare che la puzza sia colpa del Das che utilizzo in maniera massiccia per i miei mosaici, cosa del resto impossibile, visto che oggi il Das è completamente inodore anzi, è quasi gradevole in confronto a quello che si produceva 20 anni fa...
In più, proprio in questi ultimi giorni, quando stavo lavorando alacremente al mosaico della Tumellaria Reale, mi accorgevo che mentre tagliavo le tessere in marmo, dovendo girarmi leggermente su un lato per operare meglio, l'odore si faceva decisamente più forte, così decido di porre fine a questo delirio aromatico passando al setaccio definitivamente il retro studio.

Dunque, dietro la mia postazione, c'è una libreria (senza alcun soggetto organico e vivente), cianfrusaglie varie e una vecchissima poltrona in pelle, malconcia e piuttosto pericolante. Penso: chissà, forse viene da lì, magari nascosta c'è qualche pantegana morta da lustri sotto il sedile, con miliardi di batteri che banchettano allegramente con le sue membra putrefatte.
Il bello è che quando Smog passa di lì, sentendo anche lui un odore un po' di fogna e un po' di cane bagnato, guarda all'impazzata pensando che ci possa essere qualche bel topone da cacciare!

Insomma, quando sto per dare fuoco alla poltrona, ormai imbevuta di ogni genere di idrocarburi, per togliere bene qualsiasi residuo vivente o no, ecco che una luce divina squarcia l'orizzonte, penetra dalle finestre e mi colpisce in pieno, illuminandomi sulla soluzione del mistero!

Ambra, la mia caaaara, dolcissssima compagna, avea comprato anni fa un "bellissssssimo" ed ingombrante aspirapolvere-lavapavimenti-sparachiodi-fermacravatte-lucidascarpe ed altre inenarrabili opzioni della Polti, di quelli che funzionano ad acqua (si mette l'acqua in un bollitore, essa si scalda e con quella ci si fa tutto, volendo anche la doccia)
Fatto sta che, essendo tutti e due (soprattutto lei, anche se non lo ammetterà mai) molto pigri, preferiamo solitamente usare altri elettrodomestici per le pulizie, decisamente più comodi. MA, visto che volevamo dare una bella pulita a fondo alla casa, una volta tanto lo utilizziamo.

Beh, si sa come vanno a finire 'ste cose... una volta che la casa è pulita, Ambra, con una scusa veramente ridicola, lo "ritira" abbandonandolo nel mio studio, OVVIAMENTE delegandomi anche alla pulizia del simpatico elettrodomestico, anche se era LEI che lo utilizzava (ed è pure suo).
Vabbè... ma noi poveri artisti, che siamo portati ad altro genere di cose più auliche, non abbiamo nè il tempo, nè la voglia, nè l'interesse a metterci a pulire elettrodomestici che il buon IDDIO o chi per esso ha creato proprio per il gentil sesso.
In più sapete che ho la memoria di un pesce rosso, e cioè dopo due secondi che uno mi parla non mi ricordo minimamente cosa mi avesse detto prima (specie se era qualcosa di non interessante per me)
Come se non bastasse, vivendo tra le nuvole, dove albergano idee, creazioni, virtù, ho il cervello configurato in maniera tale da escludere e cancellare qualsiasi oggetto o cosa che non mi serva per scopi artistici, figuriamoci uno squallido aspirapolvere!
E difatti, esso, poverino, abbandonato crudelmente da Ambra nel mio studio, ha trovato un esile ma accogliente rifugio dove riposarsi dopo il tanto lavoro, peccato solo che l'acqua, in esso contenuta, aveva ovviamente inglobato tutta la sporcizia della casa e rimanendo lì nel bollitore, da sola, in balia delle onde e di un futuro incerto e difficile, ha ben pensato di cominciare ad ammuffire, moltiplicarsi, decomporsi, diventare nera da candida che era (uei Michael Jackson, guarda ed impara come si fa a cambiar colore!), pur rimanendo a pochissimi centimetri da me e senza che me ne accorgessi minimamente per giorni interi e contaminando con i suoi gas mortali tutto lo studio! AHHAHAHAHAH!

ahhhh diodiodiodiodiodiodio! che ho fatto per meritarmi questo!?!?

Ah, rimane inteso che io su quell'ammasso di valvole, bollitori e tubi a motore, figlio di Cernobyl che non è altro, non ci metto le mani! l'ha usato Ambra e se lo pulisce lei! tsè!
Intanto, per ora l'ho spostato vicino alla stanza di Scintilla, lui è giovane, non patirà....

lunedì 9 febbraio 2009

La Tumellaria Reale (F.ine A.rt M.osaic E.xtreme)

Quante volte vi sarà capitato di vedere, passeggiando in un prato, magari posata su un fiore un rarissimo esemplare di Tumellaria? ... mai? e di vedere volare una Tumellaria Reale?
Beh... a dire il vero neanche io l'ho mai vista, purtroppo; anche perchè la Tumellaria non esiste. Difatti è un coleottero immaginario partorito dalla mia mente malsana, probabilmente all'epoca in cui, da ragazzino, sniffavo la polvere dei mobili, o magari quando con il Melis ci prendevamo delle piombe mostruose giù alla Bohème, trangiugiando allegramente i cocktail che ci preparava la Isa con le sue manine.

Proprio non mi ricordo in che occasione l'abbia inventato, però ricordo con esattezza che mi piaceva l'idea di aver creato un insetto nuovo, magari da utilizzare in musica per qualche storia, un po' come "La Rivolta di Villa Morgro", che in fondo è nata tutta da un quadro.
Tant'è che decisi di introdurre un nuovo insetto, ovviamente acerrimo nemico della Tumellaria Reale, ovvero la Blastophilla Redox, chiaramente mai apparsa sul globo terrestre.

Bene... tutta questa noiosa introduzione per dire cosa?


Ci siamo...


Finalmente, posso mostrarvi in prima mondiale l'unica rappresentazione esistente su tutto il globo terrestre di una vera Tumellaria Reale in tutto il suo splendore.

Eccola, finalmente:




quasi 4000 tessere di puro marmo italico, tagliate a mano e posate con amore dalle mie stanche manine.
CE L' HO FATTAAAAAAAAAAAAAA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (e senza aver la benché minima cognizione tecnica sul mosaico, a parte qualche piccola nozione)

pensavo di morire, su sto mosaico....


anticipo già i veri mosaicisti che inorridiranno a vedere le foto sotto (constatando che non ho utilizzato la normale tecnica che si dovrebbe, ma il giorno in cui ho iniziato non avevo voglia di fare tutti i lucidi e altro, per cui va bene così, né)


Beh, stavolta me la sono cavata bene, hehehehehehe